www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 4 agosto 2026

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di Massimo Boccucci

C’era tanta marmellata da inondarsi le mani nella storia dei privati che Gianni Infantino avrebbe voluto nel suo piano con la controllata Fifa Forward Enterprise. Il discusso presidente del massimo organismo calcistico internazionale avrebbe dovuto ricevere uno stipendio di oltre 30 milioni di euro, più bonus, grazie a quel progetto, secondo quanto ha rivelato il quotidiano britannico Times.

C’è di più, anzi di peggio. Infantino avrebbe chiesto aiuto a Donald Trump – secondo il New York Post – per recuperare credibilità e mantenere salda la propria posizione al vertice del calcio mondiale. Stando a quanto riferito da fonti al quotidiano, il presidente della Fifa avrebbe cercato un colloquio telefonico privato con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ufficialmente per parlare del ruolo del calcio come strumento di soft power per gli Stati Uniti, pur se il Dipartimento di Stato smentisce tutto.

Ha fatto irruzione pure il Telegraph. Per il quotidiano britannico, Trump farà tutto il possibile per salvare Infantino e aiutarlo a resistere, come ha affermato un alto funzionario dell’amministrazione americana. Il presidente della Fifa vuole resistere e mantenere il potere dopo aver tentato di vendere il 20 per cento dei diritti dei Mondiali per circa 3,65 miliardi di euro, Ha dovuto abbandonare il diabolico piano per le critiche furibonde e l’insurrezione generale.

Infantino ha dovuto fare marcia indietro preoccupato soprattutto dalle ripercussioni nella corsa alla rielezione nel 2027, che a questo punto è a rischio perché in parecchi lo stanno scaricando e i quattrini non sono sempre un argomento capace di sanare tutte le ferite.

Il presidente della Fifa ha preso atto di come il progetto abbia «creato divisioni di una natura tale – ha riportato una nota dopo le rivolte – che, a prescindere dal livello di supporto, non è più nell’interesse dell’obiettivo prefissato. Il nostro scopo è sempre stato, e sarà sempre, unire e migliorare. Di conseguenza, questa proposta non verrà portata avanti».

Nei prossimi giorni e settimane, la Uefa intende lavorare con le sue Federazioni e in stretta collaborazione con le altre Confederazioni «per riflettere su come ciò sia potuto accadere e per elaborare un piano che garantisca che non si ripeta». È un passaggio della nota con la quale la Federazione europea ha espresso soddisfazione per il ritiro del piano della Fifa che apriva agli investitori privati.

«Tale revisione – ha aggiunto – deve essere approfondita e radicale. Nessuna opzione deve essere esclusa. L’attuale dirigenza della Fifa non solo ha perso la fiducia della Uefa, ma anche quella di molti altri membri della famiglia del calcio».

Un messaggio fin troppo eloquente con un segnale fortissimo nella corsa elettorale del prossimo anno. Infantino dovrà trovare una nuova verginità di fronte al calcio-business che appare come la sua unica ragione di vita, in una visione che fa più male che bene e ha ridotto il gioco a una fabbrica di moneta.