Il Messaggero Umbria 4 agosto 2026

LA NOVITÀ

GUBBIO I banchetti ceraioli sono salvi, dai ritrovi al rito del baccalà nulla cambierà perché il progetto che riguarda gli Arconi sotto piazza Grande in via Baldassini è stato cambiato con il placet della Soprintendenza, dopo le furibonde reazioni dell’Università dei Muratori. Il sodalizio si è opposto con forza al cambio di destinazione per le spese sostenute in questi anni nella gestione di quegli spazi e la Giunta Fiorucci ha cercato una soluzione. Sul futuro degli Arconi, che manterranno la loro caratterizzazione da “ristorante”, risulta decisivo il peso dell’assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici, Spartaco Capannelli, già funzionario della Soprintendenza, che ha interloquito a lungo con il suo ex dipendente, oggi a riposo, per cambiare il progetto finanziato (700mila euro con finanziamento della Regione Umbria Por Fesr e 700mila del Comune) per il museo degli Antichi Umbria che comprende gli Arconi, voluto dall’ex sindaco Filippo Mario Stirati sebbene in città vi siano diversi contenitori culturali e in qualche caso (come il museo della Civiltà Contadina a Cipolleto) completamente chiusi e abbandonati.

La prima sala ospiterà la cucina e si ipotizza che serviranno oltre 200mila euro per l’operazione, con l’Università dei Muratori chiamata a confrontarsi per vedere il da farsi, confidando nel sostegno della Fondazione Perugia, come in passato e per tante iniziative. Le altre tre sale continueranno a ospitare i momenti conviviali della festa dei Ceri e per il resto dell’anno saranno utilizzate anche come spazi museali, espositivi e culturali. Una soluzione che di fatto supera l’ipotesi della musealizzazione totale del complesso, mantenendo all’interno degli Arconi le funzioni di ristorazione legate ai Ceri.

«In questi mesi – spiega il sindaco Vittorio Fiorucci – si è sviluppato un confronto molto intenso con l’Università dei Muratori e con una parte significativa della cittadinanza. L’amministrazione comunale ha lavorato per ricercare una soluzione capace di tenere insieme la tutela monumentale del complesso, il rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza e la salvaguardia delle funzioni storicamente legate alla festa dei Ceri. A seguito dell’autorizzazione della Soprintendenza del 16 luglio scorso, il progetto è stato rimodulato. Viene superata l’ipotesi di una musealizzazione totale che avrebbe escluso dagli Arconi le funzioni legate alla festa». Fiorucci evidenzia che «la Soprintendenza ha posto prescrizioni precise sulla cucina che dovrà essere realizzata senza partizioni interne, con le attrezzature collocate al centro e distaccate dalle murature. Dobbiamo completare la verifica sanitaria con l’Usl, accertare la capacità della cucina e verificare attentamente i percorsi di servizio, gli spazi disponibili per la consumazione e la funzionalità complessiva».

Il sindaco assicura che gli elaborati aggiornati saranno sottoposti all’Università dei Muratori, affinché «chi utilizza concretamente questi ambienti possa formulare osservazioni. Restano da perfezionare alcuni aspetti tecnici e da acquisire le necessarie verifiche sanitarie. Oggi disponiamo di una base progettuale concreta su cui procedere».

Massimo Boccucci