www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 2 agosto 2026

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di Massimo Boccucci

La marcia indietro di Gianni Infantino è la risposta all’insurrezione contro il progetto che avrebbe consentito a investitori privati di entrare nel capitale della società incaricata di gestire i Mondiali e le altre competizioni Fifa. Fermi tutti con le buone o con le cattive, così il presidente della Fifa ha dovuto incassare il rifiuto tra la minaccia di un boicottaggio europeo, il no delle Federazioni nordamericane e asiatiche, le dimissioni di uno dei suoi principali consiglieri e perfino la rivolta di un alto dirigente dell’organismo internazionale.

Una nota della Fifa ha annunciato che il progetto «non andrà avanti», secondo quanto anticipato dalla Bbc, il presidente della Federazione internazionale ha riconosciuto che la proposta aveva prodotto divisioni ormai incompatibili con il suo obiettivo iniziale. «Il nostro scopo è sempre stato, e sempre sarà, unire e migliorare», ha fatto sapere Infantino, annunciando di voler convocare nuovamente Federazioni, Confederazioni e altri soggetti coinvolti per provare a ricucire i rapporti.

Il piano prevedeva la creazione di Fifa Forward Enterprise, una società controllata alla quale sarebbero stati affidati i diritti commerciali e l’organizzazione delle principali competizioni: dai Mondiali maschili e femminili alle Coppe del Mondo per Club. La nuova società sarebbe stata valutata circa 20 miliardi di dollari e gli investitori privati avrebbero potuto acquistarne una quota di minoranza, fino al 20 per cento, permettendo alla Fifa di raccogliere circa 4,2 miliardi.

Secondo Infantino, l’ingresso dei capitali privati avrebbe consentito di valorizzare meglio un’organizzazione, che lui considera ancora sotto-monetizzata rispetto alla forza commerciale dei Mondiali. Ogni Federazione avrebbe potuto ricevere 20 milioni di dollari nel ciclo 2027-2030, contro gli attuali 8 milioni, ai quali avrebbero potuto aggiungersi altri 20 milioni attraverso un programma denominato Fifa Fast Forward. Il finanziamento potenziale sarebbe quindi arrivato fino a 40 milioni per ciascuna delle 211 Federazioni affiliate.

Tutto business, solo business, e le reazioni sono state durissime, con le 55 Federazioni europee pronte a boicottare tutte le competizioni Fifa, fino al suo completo ritiro, al motto «il Mondiale non è in vendita» adottato dalla Uefa. Schierate contro anche le 41 Federazioni della Concacaf del Nord e Centro America e dei Caraibi.

I tre blocchi rappresentano complessivamente 143 delle 211 Federazioni Fifa. Poiché per approvare il progetto sarebbero serviti almeno 106 voti, il fronte contrario disponeva ormai dei numeri necessari per affossarlo. Infantino è stato dunque costretto a ritirare il progetto, mentre aumenta il fronte che pensa di sostituirlo alle elezioni del 2027. La rielezione, infatti, non appare più così scontata. Si fanno avanti prospettive alternative, come la possibile candidatura di Victor Montagliano, presidente della Concacaf. Sono in tanti a sperarci.