Il Messaggero Umbria 30 luglio 2026

LA STORIA

GUBBIO Ti infili in una delle belle e strette vie del centro storico di Spalato, nei pressi di piazza del Popolo, e appare in tutto il suo splendore un palazzo con una facciata che non passa inosservata e una targa che indica palazzo Augubio, di epoca tardo-gotica con rifacimenti barocchi. C’è una breve descrizione e si scopre che lo stabile apparteneva a un ricco uomo d’affari, che poi divenne nobile e si chiamava Giovanni Battista di Gubbio, ed è stato costruito nella seconda metà del quindicesimo secolo. L’edificio passò poi a Giorgio di Dalmazia e venne ristrutturato in stile barocco, pur mantenendo certi segni precedenti, sottolineando che le parti più antiche risalgono all’epoca Romana.

C’è, per esempio, un affresco con un pavone che si trova al secondo piano ed è tra le testimonianze che più colpiscono, mentre oggi al piano terra ci sono i negozi che si sono appropriati di questo spazio storico per convertirlo in un luogo di tendenza. Così si è presentato a due giovani perugini, Gabriele e Riccardo, in vacanza nella città croata di circa 180mila abitanti sulla costa della Dalmazia, famosa per le spiagge e per il palazzo di Diocleziano, un complesso fortificato che si trova al centro e fu eretto dall’imperatore romano nel quarto secolo. I due ragazzi non hanno potuto fare a meno di dare un’occhiata, colpiti dalla targa sul muro accanto al portale d’accesso.

Il palazzo Augubio, detto anche D’Augubio, De Gubbio o Deugubio, si trova al civico 1 di Dioklecijanova, lungo l’antico cardo del palazzo di Diocleziano, poco a nord-ovest del Peristilio. Non nacque come edificio completamente nuovo, ma dalla trasformazione, nella seconda metà del 1400, di preesistenti abitazioni romaniche. Il committente fu un immigrato originario di Gubbio, Baptista de Augubio, divenuto uno dei più ricchi mercanti e finanzieri della Spalato veneziana, che in seguito dovrebbe essersi fregiato di un titolo nobiliare. Del complesso originario rimangono ancora il celebre portale gotico, parti del cortile e delle logge, stemmi familiari, aperture romaniche, una rara pittura murale medievale con pavoni e numerosi elementi successivi rinascimentali e barocchi.

Il nome attestato nei documenti è Baptista de Augubio, con qualche variante nella denominazione che richiama Gubbio. L’iscrizione scolpita sul portale reca infatti Batiste De Vgvbio. Nella storiografia croata viene indicato anche come Ivan iz Gubbija, mentre nelle guide turistiche compare spesso come Giovanni Battista De Gubbio, dove con tutta probabilità nacque tra la fine del 1300 e l’inizio del secolo successivo. Non si conosce con certezza la famiglia di origine né la data esatta del trasferimento in Dalmazia. I registri notarili lo documentano stabilmente a Spalato dal 1435, quando possedeva già una bottega organizzata: ciò fa pensare che fosse arrivato alcuni anni prima. Nel 1439 ottenne la cittadinanza di Spalato, morì tra il 1483 e il 1486.  Sposò Marica Antina, appartenente alla rispettata famiglia cittadina dei Berini, ed ebbe otto figli. Sorprende e si presenta davvero suggestiva questa storia che richiama Gubbio e la sua impronta in una terra così lontana.

Massimo Boccucci