di Massimo Boccucci
L’impressione è che Giovanni Malagò abbia già deciso da tempo, fin da prima di insediarsi e al netto delle sorprese sempre possibili, di affidare la panchina azzurra a Roberto Mancini. E che debba farlo digerire ai presidenti della Serie A, i quali pressoché all’unanimità preferirebbero il ritorno di Antonio Conte rispetto a quello del “Mancio”, non avendogli perdonato l’abbandono della nave il 13 agosto 2023 per andarsene a caccia di petrodollari in Arabia Saudita.
Deve in qualche modo portare dalla sua parte anche Paolo Maldini e Leonardo che vogliono incidere nella scelta del successore di Rino Gattuso e per questo hanno pensato ad Andrea Pirlo, Stefano Pioli e la suggestione Pep Guardiola, che avrebbe sparato 20 milioni per l’ingaggio, una cifra altissima per lo standard delle casse azzurre e smentita da Maldini che ha chiarito come per Pep l’aspetto economico non sia rilevante.
L’incontro, ieri, negli uffici della Lega di Serie A ha destato parecchia curiosità, trovando compatti i vertici federali, col presidente Malagò, il direttore tecnico Maldini e l’advisor Leonardo. Malagò ha incontrato i suoi primi azionisti, perché proprio la Lega di A, escluso Claudio Lotito, l’ha lanciato come candidato alla presidenza, schierandosi senza neanche aver parlato di programmi e percorsi.
Maldini ha dichiarato di avvertire grande responsabilità e pressione in un progetto ambizioso. Ha parlato di chiamata alle armi, alla quale era impossibile dire di no, riferendosi anche alla capacità persuasiva di Malagò e alla volontà di coinvolgere Leonardo corteggiato con forza.
Per Maldini l’ideale sarebbe nominare il commissario tecnico entro questa settimana, ma ancora di più aspettare la persona desiderata. Ha confermato il colloquio con Guardiola e di aver parlato pure con Ancelotti.
Il senso della direzione tecnica Figc viene letto da Leonardo come l’unione di mondi che finora hanno fatto fatica a interagire, per portare il calcio italiano a essere più propositivo e con una metodologia nuova che permetta al sistema di crescere. Come questo principio, sanissimo e lungimirante, si traduca in concreto è la vera sfida di Maldini e Leonardo, oltre che di Malagò.