di Massimo Boccucci
RONZONE
Il piccolo Adam se la spassa, gattona a più non posso e ha la casa piena di palloni su misura. Il papà, Andrea Pinamonti, avrà mica in testa di volerlo centravanti? «Chissà, vedremo. Intanto lasciamolo crescere», confessa dal ritiro di Ronzone, a una ventina di chilometri dalla casa di famiglia a Cles, il ventisettenne attaccante del Sassuolo, mettendo nel mirino il primo compleanno del primogenito, il prossimo 25 settembre.
Riparte dai 9 gol e 4 assist della stagione scorsa.
«Si riparte sempre da com’è finita l’annata precedente, con l’obiettivo di migliorarsi. Questa è una nuova stagione, con nuovi obiettivi e cose da realizzare».
Cosa vorrebbe rivedere della stagione scorsa e cosa no?
«Vorrei rivedere quello che mi sono sempre riconosciuto, cioè il lavoro che faccio per la squadra, come sanno i compagni e il mister. Da fuori si vedono solo le statistiche, gol e assist. C’è anche un lavoro sporco e utile che fa la differenza».
L’arrivo di Aquilani cosa le suscita?
«Un grande interesse. Fin dall’inizio sta imponendo il suo gioco, che è prevalentemente di possesso. Quando hai la palla fai meno fatica e la fanno gli altri. Ci troviamo bene, anche a livello di comunicazione. Ci si può confrontare su tutto. Il mister l’ho seguito durante la passata stagione al Catanzaro in B, specie i playoff. Ho visto tanto palleggio, non è scontato portare questo concetto in un’altra squadra, si vede questa sua volontà».
Che posto occupa Grosso tra gli allenatori che ha avuto?
«Un posto importante, come del resto tutti. Ogni tecnico è diverso e trasmette qualcosa, tra concetti e modi di lavorare differenti. Abbiamo vissuto un anno molto bello insieme, ci siamo tolti delle soddisfazioni. Ricorderò l’ottimo dialogo, abbiamo avuto molti confronti sempre schietti pur se non sempre amichevoli perché non è mai tutto rose e fiori. Mi spronava a dare di più e riconosceva le mie qualità. Lo ringrazio perché ha parlato bene di me, pure dopo una prestazione sottotono».
Quest’anno tante voci di mercato, come l’anno scorso: ha imparato a conviverci?
«Sì, ormai da qualche anno. Non le seguo, non mi fanno né caldo né freddo. Comunque mi fanno piacere. Quando ho lasciato l’Inter giravano tante ipotesi e non l’Empoli dove poi sono andato».
Si è detto più volte che lei vorrebbe giocare in una big: è così?
«È vero, penso che tutti vorrebbero arrivare a una big. Nessuno si accontenta, sennò non sarebbe lo sport. È naturale volere qualcosa in più. Ciò non vuol dire che non sono soddisfatto, sono contento della mia carriera e c’è l’ambizione di arrivare a fare dei gradini in più».
Ha il contratto in scadenza giugno 2027: la condiziona?
«No, quando sono in campo per gli allenamenti e le partite penso solamente a fare il meglio che posso. Le cose esterne non pesano, ci sono determinate sedi per parlare di altro».
Prenderebbe in considerazione un trasferimento all’estero?
«C’è l’idea di fare, prima o poi, un’esperienza fuori nel momento giusto. Non saprei dire se questo è il momento. La mia vita è cambiata anche fuori dal calcio, con un bambino piccolo e la famiglia. La scelta non è più solo la mia, verrebbe fatta in famiglia».
Il Mondiale le è piaciuto?
«Sì, anche se non l’ho guardato costantemente, per gli orari. Competizione molto affascinante, si sono viste culture di gioco diverse».
Ha sentito i suoi compagni durante e dopo il Mondiale?
«Ho parlato con Muharemovic, sia durante che dopo la firma per il Leeds, e con Konè dopo il brutto infortunio. Gli siamo stati tutti vicini. Quando al Mondiale vanno i compagni, siamo contenti per loro».
L’azzurro prima o poi?
«Fa parte delle mie ambizioni e si collega anche al percorso per arrivare a una big. Non posso sapere se succederà, spero un giorno di potermi togliere anche questa soddisfazione. Certe cose si guadagnano sul campo».
Ha mai pensato che potrebbero darle una possibilità?
«Evidentemente bisogna fare di più se non mi hanno chiamato. Farò di tutto sul campo per meritare l’azzurro. Devo dare il massimo e stare a posto con la coscienza, poi le scelte competono ad altri».
Come vede la prossima Serie A?
«Combattuta, come ogni anno, con le squadre che si migliorano di stagione in stagione. Tanti dicono che il livello stia calando, ma non sono d’accordo. C’è molta tattica, è sempre difficile affrontare gli avversari».
E il Sassuolo dopo l’addio di Carnevali?
«Ci sono situazioni nuove per la società in generale, dopo dodici anni della sua presenza nella famiglia Sassuolo. Gli auguro il meglio, con me è sempre stato onesto, mi ha difeso più volte. Noi siamo fiduciosi di poter fare bene anche senza di lui. Migliorare l’undicesimo posto? La mia mentalità è la stessa della squadra: se possibile, vogliamo fare meglio».
Infopress
RONZONE – Segnali di Laurienté che nel 4-1 al Padova, ambizioso in serie B, segna subito 2 gol in avvio come nella prima uscita con l’Alta Anaunia (22-1). Ad Aquilani ha nove assenti, manca quasi tutta la difesa, ma ci pensa l’attacco. Il francese, dopo 7 reti e 9 assist la stagione scorsa, rientra sul destro per calciare a giro e concede il bis sulla palla rasoterra di Ciervo. Gli emiliani si adagiano, così il Padova la riapre con Bortolussi di testa e sfiora più volte il pari, poi al rientro il gran destro del subentrato Moro e la bella sventola a giro di Pierini all’incrocio.
M.BOC./INFOPRESS
Sassuolo 4
Padova 1
SASSUOLO (4-2-3-1): Muric (1′ st Turati); Missori, Odenthal (31’ st Di Bitonto), Macchioni (40’ st Vezzosi), Doig (12’ st Cinquegrano); Matic (1′ st Iannoni), Lipani (1′ st Ghion); Ciervo (12’ st Nuamah), Bakola (1′ st Alvarez, 33’ st Leone), Laurienté (12’ st Pierini); Pinamonti (1′ st Moro, 33’ st Mulattieri). A disp.: Nyarko, Zacchi, Antiste, Kulla. All.: Aquilani
PADOVA (3-5-2): Sorrentino: Sgarbi, Silletti (31’ st Bordoni), Pastina; Capelli (18’ st Favale), Fusi (13’ st Buonaiuto), Giunti, Varas (31’ st Bacci), Zanimacchia (31’ st Barreca); Lasagna (1’ st Di Mariano), Bortolussi (38’ st Tonini). A disp.: Mouquet, Pettenello, Seghetti. All.: Calabro
ARBITRO: Gasperotti di Nogaredo
MARCATORI: 6′ pt Laurienté (S), 7′ pt Laurienté (S), 23’ pt Bortolussi (P), 11’ st Moro (S), 32’ st Pierini (S).