https://www.ilmessaggero.it/podcast/prima_pagina/22_luglio_trump_rialza_asticella_dazi_vannacci_incontrollabile_calcio_mondiale_ancora_piu_gonfio-9665808.html

di Massimo Boccucci

Se va in porto l’assurdo piano di portare il Mondiale a 64 squadre, dopo le 48 dell’ultima edizione, raddoppiando il numero delle edizioni precedenti, l’Italia dovrebbe dormire sonni tranquilli e in panchina potrebbe andare chiunque senza tutto questa tarantella tra Roberto Mancini sempre favoritissimo, Antonio Conte, Andrea Pirlo e Pep Guardiola che Paolo Maldini e Leonardo hanno incontrato e provato a convincere.

La prossima Coppa del Mondo sarà ancora di più stravolta, prendendo per buone le parole di Alejandro Dominguez, presidente della Conmebol, la Federcalcio sudamericana. Su X, infatti, ha scritto: «Si gioca in casa, nel 2030 arriva il Mondiale di Uruguay, Argentina e Paraguay. Una grande opportunità per il calcio, per celebrare il centenario della Coppa del Mondo con una competizione a 64 squadre».

L’esternazione sa tanto di certezza, anche perché lo stesso Dominguez è il principale fautore di un torneo allargato per l’edizione del centenario.  Il suo annuncio è arrivato pochi giorni dopo le dichiarazioni di Gianni Infantino, presidente della Fifa, che ha confermato come l’idea sia effettivamente sul tavolo, pur se non è ancora il tempo delle decisioni.

«Tutti devono poter partecipare al Mondiale – ha spiegato Infantino -, non solo Europa o America Latina. Questo è certamente un tema che verrà esaminato e discusso in seno alle commissioni competenti dopo questo Mondiale», ha aggiunto, ricordandoci tutti come l’idea di un Mondiale a 64 squadre sia stata presentata per la prima volta nel marzo 2025 dal presidente della Federcalcio uruguaiana, Ignacio Alonso, durante una riunione del consiglio Fifa. Successivamente è stata fatta propria dalla Conmebol e rilanciata da Dominguez, che ha sempre sostenuto la necessità di un’edizione straordinaria per celebrare i 100 anni della prima Coppa del Mondo, disputata e vinta dall’Uruguay nel 1930.

La Fifa ha iniziato a discutere concretamente il progetto. L’eventuale allargamento porterebbe a 64 le Nazionali partecipanti, aprendo le porte della fase finale a oltre il 30 per cento delle 211 Federazioni affiliate alla Fifa. Non mancano però le opposizioni, ed è già uscito allo scoperto Aleksander Ceferin, presidente dell’Uefa, ha definito l’ipotesi come una cattiva idea, sottolineando la conseguenza che avrebbe sulle qualificazioni mondiali, aggiungendo la contrarierà del presidente della Concacaf, Victor Montagliani.

La partita è pure politica, visto che la Conmebol si è già schierata per la rielezione di Infantino l’anno prossimo. Lui farà l’impossibile per portare più business nel calcio, nascondendosi dietro l’allargamento delle Nazionali venduto come opportunità, ma gli oppositori non gli renderanno la vita facile, a cominciare proprio da Ceferin che forse pensa a sé stesso per far cadere il calcio dalla padella nella brace.