www.ilmessaggero.it 10 luglio 2026

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/serie_b_cesena_accoglie_alino_diamanti_porto_entusiasmo_sana_follia_mi_sento_casa-9644009.html

di Massimo Boccucci

Accoglienza in grande stile per Alessandro “Alino” Diamanti, 43 anni, nuovo allenatore del Cesena che oggi (venerdì 10 luglio) al Manuzzi ha riservato le prime impressioni su questa scelta a sorpresa che lo vedrà esordire sulla panchina di un club italiano e in Serie B. «Sono molto emozionato – ha detto Diamanti – e visto che l’emozione è una delle cose più belle di questo gioco, sono felice del mio stato d’animo. Ho entusiasmo, energia e determinazione: tutte caratteristiche che avevo da giocatore e che mi porto dietro anche da allenatore. Si può parlare di tattica oppure di tecnica, ma sono questi valori che fanno la differenza, quelli che ti spingono ad andare oltre a dove si fermano gli avversari. Sono i valori non negoziabili che trasmetterò alla squadra. Cesena è una piazza calda, si vive con passione, si vive per il Cesena, sono gli aspetti che mi hanno orientato con decisione verso questa scelta, presa insieme alla mia famiglia».

Cosa l’aspetta

L’ambiente è incuriosito e Diamanti capisce le aspettative anche rispetto a come giocherà la squadra: «Gli schieramenti sono numeri che piace sentir dire, ma che non fanno la differenza. Punterò su principi forti, saremo una squadra aggressiva e pronta per battagliare con tutti sotto ogni aspetto. Nel calcio di oggi è facile studiare le squadre avversarie, la cosa fondamentale è trasmettere valori. I protagonisti sono i giocatori: devo metterli in condizione di mostrare il loro talento». Ha parlato con Pierpaolo Bisoli: «Mi ha cambiato la carriera, ero un giocatore incompiuto e con lui ho acquisito una mentalità diversa. L’ho sentito in questi giorni, ci conosciamo benissimo, siamo allineati come mentalità e approccio. L’ho trovato molto felice per me, perché pensa che io e la piazza di Cesena abbiamo tante cose in comune, è stata come una chiacchierata tra padre e figlio. Sono stato lontano, è vero, ma sono italiano, il calcio italiano è nel mio Dna».

L’Australia

Il suo passato è nella terra dei canguri: «Dall’Australia mi porto tante cose, sono maturato molto a livello umano e mi sono divertito come non mai prima nel calcio europeo. Ho avuto, poi, l’opportunità e la fortuna di iniziare ad allenare in una realtà importante, confrontandomi coi i ragazzi delle giovanili trattandoli come se fossero già uomini. Credo che sia l’approccio giusto, è stata una grande esperienza». La sana follia è stato il tema presentato nella tesi a Coverciano per acquisire il patentino Uefa Pro: «La mia sana follia di cui tanto si parla è un modo di pensare. In questo gioco il divertimento spesso è andato via e invece è quello che fa la differenza. Il mio obiettivo è che il pubblico s’identifichi con la squadra e si diverta. Quando facevo il giocatore, giocavo per la folla ed era bellissimo. Ripartiamo da lì».

L’entusiasmo

C’è da lavorare: «Dovremo prepararci bene. Tornare in campo, i giocatori, la palla: è tutto quello che mi serve. Sono una persona umile che lavora, i sentimenti e le emozioni bisogna tirarli fuori. Le corse sotto la curva ci saranno, certo, anche cantando Romagna Mia, che mi hanno insegnato i nonni. Conosco bene questa terra, la musica di Casadei, le balere, la passione per il calcio. Dovremo fare la nostra parte per alimentarla. Come? L’errore tecnico o tattico ci stanno, l’errore di atteggiamento invece non si può accettare. A Cesena feci l’esordio da titolare in C1, è una piazza che conosco e che ho sempre rispettato. Non vedo l’ora di iniziare».

Aspettative

Lo ha introdotto il direttore generale Corrado Di Taranto: «Per noi inizia un nuovo ciclo, insieme a un allenatore giovane che con le sue idee e il suo entusiasmo ci ha subito convinti. Credo che Diamanti sarà una sorpresa per tutti». L’ha tenuto a battesimo il direttore sportivo Andrea Mancini: «Sono molto contento, riponiamo una grandissima fiducia in lui. Incarna il profilo che la società cercava e sono sicuro che faremo grandi cose insieme».