di Massimo Boccucci
È Il Mondiale delle tante, troppe, cose che non tornano. Come la serata buia e tempestosa di Filadelfia, fra tuoni, fulmini e diluvio con stop di quasi due ore in Francia-Iraq. Per fortuna Mbappé che ha risposto a Messi nella sfida per ora 5-4 nei gol a favore dell’argentino e 18 a 16 nel totale in Coppa del Mondo.
Ha invece colpito, lasciato il segno e suscitato ogni perplessità, come largamente previsto, il nuovo regolamento Ifab applicato per la prima volta in assoluto ai Mondiali 2026 quando, in pieno recupero del primo tempo, il Paraguay si è ritrovato in 10 contro 11 contro la Turchia di Montella per l’espulsione diretta di Almiron, reo di essere incappato in un comportamento definito antisportivo che ha valso il cartellino rosso, con tanto d’intervento del Var a richiamare l’arbitro Barton.
Il giocatore paraguaiano si è rivolto al difensore Müldür, ex Sassuolo, portandosi una mano alla bocca e coprendo il labiale, infrangendo l’aggiornato regolamento sull’articolo sugli interventi disciplinari che punisce con la massima sanzione questo tipo di atteggiamenti.
A Santa Clara è calato il silenzio di fronte all’improvviso richiamo del Var dell’arbitro richiamato al monitor apparentemente senza alcun valido motivo. Un veloce consulto alle immagini e poi la decisione che ha decretato la prima espulsione nella storia del calcio per mani davanti alla bocca, per quella che comunemente viene bollata la “Regola Vinicius” ma che in realtà è un emendamento nero su bianco del nuovo regolamento approvato all’unanimità dagli scienziati dell’Ifab che ormai si divertono a mortificare il calcio giocato sul campo.
La nuova regola stabilisce che non si tratta di un divieto assoluto di mettere la mano davanti alla bocca, a prescindere, ma di una sanzione specifica quando avviene in una situazione di potenziale confronto provocatorio o conflittuale con un avversario, con il possibile intento di nascondere insulti, abusi o linguaggio discriminatorio e offensivo. L’ultima decisione spetta sempre e soltanto al direttore di gara in base al contesto.
Definirla cervellotica e schizofrenica è dire poco, ricordando che è stata decisa dopo l’episodio in Champions League durante Real Madrid-Benfica, che ha coinvolto da una parte Vinicius e dall’altra Prestianni. Quest’ultimo avrebbe rivolto insulti razzisti alla stella brasiliana coprendosi la bocca con la maglia rendendo impossibile stabilire con certezza le parole espresse dal giocatore verso il suo avversario, che protestò platealmente subito con l’arbitro ma senza conseguenze, con le polemiche andate avanti nei giorni successivi tra smentite e conferme e la squalifica dello stesso Prestianni.
Impossibile non richiamare la saggia riflessione del tecnico tedesco Jürgen Klopp quando volevano introdurre il cartellino blu per l’espulsione a tempo e lui era contrario, fino a dire: «Non ricordo buone idee dell’Ifab».