di Massimo Boccucci
Si chiama Roberto Cappellacci l’ultimo mister promozioni con una striscia personale ragguardevole. È l’allenatore che ha portato gli abruzzesi della Santegidiese in Serie D grazie agli spareggi nazionali dell’Eccellenza con l’apoteosi ieri, domenica 14 giugno. Pure lui è abruzzese, compirà 60 anni il 7 novembre e si è già fatto il regalo, è di Tortoreto, e ha conquistato l’ottava promozione da tecnico. A Giulianova nel 2002 aveva chiuso la carriera da centrocampista e sul neutro del Fadini di Giulianova ieri ha compiuto l’ennesimo capolavoro con la squadra di Sant’Egidio alla Vibrata tornata nella massima categoria dilettantistica dopo 14 anni.
Fuga e ritorno
Ha preso il posto di Enrico Buonocore con il terzo posto nell’Eccellenza abruzzese con il rischio di non fare la finale playoff che ha stravinto 6-0 con la Renato Curi Angolana. Accesso agli spareggi nazionali. Semifinale e finale di ritorno giocate al Fadini, lo stadio del destino di Cappellacci: 1-0 all’Arts et Labor (la nuova Spal ripartita dall’esclusione dalla Serie C, dopo aver vinto al Mazza con lo stesso risultato), 3-0 al Grassina ai supplementari, rimontando la sconfitta per 2-1 all’andata in Toscana, ed ecco un altro trionfo. Al triplice fischio il tecnico scappa senza festeggiare né rilasciare interviste. Torna a casa a Tortoreto, per poi ripresentarsi la sera a Sant’Egidio alla Vibrata nel bel mezzo di una festa che coinvolge il paese di 10mila abitanti. La famiglia Fanini è convinta che sarà l’allenatore anche per la prossima stagione, in serie D, aggravata dall’indisponibilità del campo di casa per via dei lavori di adeguamento.
Personalità
«Sono un presuntuoso – dice dopo l’impresa -, non posso mai dire non rifarei quella scelta. In primis perché se l’ho fatta c’era un motivo che ho reputato giusto. Per me esiste solo quello che dico io, sono testardo. Ho sempre ragione io. E più passa il tempo peggio è». Lo chiamano il Talebano: «Non so perché. Per me è un’offesa per il talebano che qualcuno mi chiami talebano. Comunque sono più tifoso del Medio Oriente che dell’Occidente». Difficile avere a che fare con lui: «Calcisticamente no, basta fare ciò che dico io. Sono nel calcio da bambino, credo di capirne».
Castori e Indiani
A proposito di mister promozioni, il modello resta Fabrizio Castori che ne ha ottenute 10 in carriera con oltre 1.500 panchine di cui quasi 1.000 nei professionisti scalando dalla Terza categoria fino alla Serie A, tra le quali 2 in Abruzzo a Lanciano nella sua prima esperienza fuori dalle sue Marche. Paolo Indiani è salito a 12 promozioni (tutte nella sua Toscana) in quest’ultima stagione in cui ha condotto in Serie C il Grosseto con la seconda promozione di fila dalla D (l’anno scorso a Livorno) e la quarta nelle ultime 5 (le precedenti con Arezzo e San Donato Tavarnelle). Cappellacci punta ad arrivare in doppia cifra.