di Massimo Boccucci
Se è sceso in campo, facendo irruzione nel calcio, uno come Roberto Saviano, giornalista e scrittore da sempre schierato nella lotta contro tutte le mafie e il malaffare, vuol dire che un conto sono i risultati delle partite e un altro quanto ruota attorno. Prendete l’inchiesta sugli arbitri, che ha portato all’autosospensione di Rocchi e Gervasoni dai rispettivi ruoli, e ha inizialmente acceso un forte clamore mediatico.
Dopo le audizioni condotte dalla procura, nelle quali sono stati ascoltati anche alcuni dirigenti dell’Inter come Schenone e l’ex Butti, il caso è progressivamente uscito dai riflettori. Arbitropoli sembra diventata Silenziopoli per il clima di silenzio che circonda l’indagine e la quasi totale assenza di dibattito pubblico.
Eppure l’ipotesi di reato contenuta nell’avviso di garanzia resta particolarmente pesante, perché riguarda presunte interferenze sulle designazioni arbitrali con liste di arbitri graditi e sgraditi all’Inter, tanto per ricordarne una. Un tema che inevitabilmente richiama precedenti molto delicati nella storia del calcio italiano, pensando al 2006 e agli effetti devastanti sulla Serie A, con la Juve fatta retrocedere in B e penalizzazioni in ordine sparso, mentre faceva da contraltare il trionfo dell’Italia ai Mondiali con il marchio Moggi e Juve.
A riportare attenzione sulla vicenda è proprio Saviano, intervenuto nelle sue storie Instagram per commentare le ombre che continuano ad avvolgere il caso. Tutto è nato da una domanda su Instagram dove gli è chiesto in modo diretto perché non parlasse di Arbitropoli ribattezzata Silenziopoli. La risposta è stata netta: «Dalle notizie emerse finora – ha detto Saviano -, l’Inter ne uscirebbe devastata. Voci di redazione sostengono che sia stato tentato tutto il possibile per fermare l’indagine. Pare non ci siano riusciti, vedremo e verificheremo nelle prossime settimane».
Certe ingerenze sembrano esserci, pensando per esempio alle esternazioni continue sull’Inter di Ignazio La Russa, presidente del Senato seconda carica dello Stato, tifosissimo nerazzurro, che – secondo ricostruzioni – avrebbe telefonato a Marotta per chiedergli dell’inchiesta. Saviano proprio con Beppe Marotta ha aperto una sorta di resa dei conti per la pesantissima considerazione che «finché quest’uomo avrà un ruolo nel calcio italiano, tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati».
Prima dell’epilogo della stagione piena di sospetti, Saviano aveva rimarcato come «il campionato italiano oggi è falsato, e se pure l’Inter lo vincesse non varrebbe nulla», chiedendosi se fosse normale «che un’intera dirigenza che ha ammesso di essere stata fortemente condizionata, per la gestione degli affari connessi allo stadio dell’Inter, e quindi alla gestione dei biglietti, dei parcheggi e altro, dalla criminalità organizzata sia rimasta al suo posto». Frustate sull’Inter, frustate sul povero calcio italiano sempre più in caduta libera.