di Massimo Boccucci
Il sipario calato sulla Serie A lascia sul campo e fuori le ombre e i segni dei verdetti. L’inchiesta su Arbitropoli, con il caso Rocchi, le liste con le designazioni, gli incontri e le intercettazioni, è scomparsa dalle cronache dei media ma non dagli uffici giudiziari dove si attendono sviluppi perché le indagini vanno avanti.
C’è poi la corsa alla presidenza della Figc dove Giovanni Malagò è largamente favorito su Giancarlo Abete con la conferma in blocco, comunque vadano le elezioni il 22 giugno, del Consiglio Federale, come a significare che lo stato comatoso del calcio italiano condensato nell’ennesima disfatta azzurra sia tutta colpa del solo Gabriele Gravina e non del sistema che lui stesso ha creato.
C’è poi Silvio Baldini che è stato nominato traghettatore della Nazionale, in attesa del successore di Rino Gattuso, per le amichevoli con Lussemburgo e Grecia che ha deciso di affrontare praticamente con l’ossatura della sua Under 21, dimenticando che se vince contro squadre messe peggio in classifica si guadagnano pochi punti, ma in caso di sconfitta si va ancora più a fondo, ricordando che oggi l’Italia è al 12° posto del ranking e dopo il Mondiale chissà dove si ritroverà.
Sullo sfondo c’è il valzer delle panchine. In una botte di ferro si sente Chivu, protetto da Marotta che fin qui ha fatto tornare i conti all’Inter al di là degli scandali e degli attacchi, soprattutto quello pesantissimo di Roberto Saviano.
Indiscutibili i meriti con la conferma che era già scontatissima per Gasperini alla Roma e Fabregas al Como. Al Napoli, invece, si è congedato Conte dopo un biennio eccellente: al suo posto avanza Allegri, tra i papabili per la panchina azzurra insieme allo stesso Conte, con sullo sfondo Italiano e pure Grosso, che incontrerà Carnevali per congedarsi dal Sassuolo, salvo improbabili sorprese, e al quale pensa soprattutto la Fiorentina visto che Paratici ci ha lavorato alla Juventus.
Alla Juve hanno deciso di andare avanti con Comollì e Spalletti nonostante la stagione disastrosa e la mossa affrettata di prolungare il contratto all’allenatore che nel finale chiave del campionato ha buttato via tutto. Il Milan ha cacciato praticamente tutti o quasi, tenendo il solo Ibrahomovic a dirigere le operazioni tecniche con la suggestione Xavi per cercare il nuovo che avanza. L’Atalanta è andata su Sarri salutando Palladino, mentre alla Lazio è pronto Gattuso con il quale Lotito è deciso ad aprire un altro capitolo incurante del clima sempre rovente dei tifosi nei suoi confronti. Ma a questo è abituato.