di Massimo Boccucci
Due avversari per Jannik Sinner agli Internazionali d’Italia: il russo Daniil Medvedev, che lo costringe al terzo set non mollando mai, e la pioggia che sul 4-2 per l’azzurro ieri sera ha fermato alle 23 la semifinale costringendo l’Atp a rinviare il seguito a oggi, dopo il doppio con Bolelli e Vavassori, non prima delle ore 15. Il primo finalista del singolo c’è già: il ventisettenne norvegese Casper Ruud, che ha vinto facile contro Luciano Darderi, raggiungendo il suo primo atto conclusivo a Roma e il quarto in carriera in un Masters 1000.
Quando sul Centrale col numero uno del mondo piove a dirotto, sul momento si prosegue finché scende l’arbitro francese Tourte per valutare fino allo stop e all’attesa di poter riprendere che si rivela vana. Sinner e il russo si sono aggiudicati un set a testa, con l’avvio morbido dell’azzurro che ha sferrato un eloquente 6-2 in 33 minuti e la risposta determinata con il 7-5 che ha tenuto i giochi aperti e costretto mamma Siglinde a lasciare la tribuna per la troppa tensione.
Nervi a fior di pelle nel terzo set: il russo annulla una palla break, tenendo il servizio e impedendo a Jannik di allungare ulteriormente. La tensione si taglia con il coltello. Da qualche game, però, è chiaro che qualcosa non va. Sinner chiama il fisioterapista: medical timeout, con trattamento alla coscia destra per l’azzurro che sembra accusare un problema muscolare. A Medvedev, però, la situazione non piace. Si gira verso il giudice di sedia e chiede spiegazioni: i crampi, infatti, non vengono considerati un infortunio di gioco e, regolamento alla mano, non possono essere trattati chiedendo i tre minuti d’intervento del fisioterapista. Ma al contrario, il loro trattamento può avvenire soltanto durante i cambi di campo e nel minuto di pausa normalmente previsto. La signora che deve giudicare spiega che si tratta di un problema muscolare e il russo non appare affatto convinto. Oggi si riprende tra mille dubbi e incognite.
Non ce l’ha fatta Darderi, che ha ceduto di schianto a Ruud. Il norvegese ha piazzato il 6-1 6-1 in 65 minuti senza battere ciglio con in mezzo una pausa per la pioggia. Darderi è uscito di scena con tutto l’orgoglio di chi ha raggiunto la prima semifinale di un 1000, per di più al Foro Italico che ha frequentato sognando un giorno di essere protagonista. Le maratone epiche contro Zverev e Jodar, passando 5 ore e mezza in campo con tanto di fuoriprogramma arrivando alle 2 di notte, si sono fatte sentire. Ha reagito quando qualcuno dalle tribune gli ha urlato «abbiamo pagato». Il pubblico del Centrale è scoppiato in rivolta, l’azzurro ha diretto la sua racchetta verso gli spalti come a dire «vieni in campo tu» e poi ha fatto punto mandando un bacio al disturbatore.
Darderi domani sarà numero 16 al mondo, migliorando di due posizioni il best ranking, mentre per Ruud questa è una sorta di rinascita, perché era praticamente sparito dopo essere stato numero 2 del mondo nel 2022. Negli ultimi mesi, dopo il matrimonio e la nascita della figlia, ha cominciato una seconda carriera. Partito dal numero 25 del torneo, la classifica lo vede ora in 17ª posizione.