Il Messaggero Umbria 16 maggio 2026

LA TRADIZIONE

GUBBIO Coram populo, come dicevano i latini e Orazio nell’Ars Poetica, cioè davanti al popolo, alla presenza di tutti, nella quinta essenza della Festa dei Ceri che ha riservato un altro 15 maggio di passioni ed emozioni. Tutto sotto i nuvoloni neri, la pioggia che poi nel pomeriggio è diventata diluvio e perfino la nebbia lungo la salita del monte Ingino, senza comunque scalfire la voglia di essere protagonisti dei ceraioli, con in prima linea i Capitani Daniele Pencedano e Stefano Pauselli, e i Capodieci Gabriele Fofi di Sant’Ubaldo, Francesco Spogli per San Giorgio e Alessandro Lepri di Sant’Antonio. Al mattino ospiti a palazzo Pretorio per seguire il cerimoniale, l’Alzata e le tre girate i presidenti della Regione, Stefania Proietti, e della Provincia, Massimiliano Presciutti, con personaggi di punta dello sport come l’ex esterno di Milan e Genoa Stefano Eranio, che ha sposato l’eugubina Sabrina Pauselli. Giornata eugubina anche per l’arbitro Fabio Maresca, che domani dirigerà Roma-Lazio, e giornata a casa per Francesco Ghirelli, già presidente della Regione Umbria e della Lega Pro, oggi alla guida del Mecs (Movimento per l’etica, la cultura e lo sport). La mattina si è aperta con la messa nella chiesina di San Francesco della Pace detta dei Muratori. Il cappellano dei Ceri, Don Mirko Orsini, vicario generale della Diocesi, nell’omelia ha evidenziato che «la fatica, la corsa, il sudore e le spalle che portano il peso non sono folclore e tradizione, ma il simbolo di un popolo che trasforma insieme la fatica in festa. Gesù non promette una vita senza dolore ma il dolore può diventare gioia. I Ceri sono unità, si portano insieme. La festa non sia solo l’entusiasmo di un giorno».

Alla fine del rito religioso, dal balcone dell’Università dei Muratori sopra la chiesa, la bambina Matilde Urbani ha estratto dal bussolo i nomi di Marco Grassini (già vicepresidente dell’antica corporazione) e Fabrizio Bianconi, rispettivamente Primo e Secondo Capitano per il 2028, ricordando che l’anno prossimo saranno Gianluca Lorenzo e Fabrizio Monacelli. L’Alzata di quest’anno si è portata dietro il ricordo del centenario di quella che avvenne a palazzo Ducale, perché i tre Ceri fino al 1908 venivano alzati ciascuno in luoghi diversi, poi a San Pietro nell’attuale via di Fonte Avellana e dal 1938 in piazza Grande. La corsa del pomeriggio, dalle 18, sotto la pioggia battente è filata via senza problemi, con i ceraioli di San Giorgio che in qualche tratto si sono fatti sotto alle costole dei santubaldari e hanno trattenuto il fiato all’ingresso del primo buchetto. In 13 minuti la salita fino alla basilica, dove i ceraioli di Sant’Ubaldo hanno chiuso il portone tra qualche patema perché i sangiorgiari sono arrivati vicinissimi ma sulla scalinata hanno perso l’attimo fuggente per infilarsi. Infine, i fuoriprogramma: nella giornata sono stati effettuati 22 interventi sanitari, in mattinata 5 casi di svenimenti, 6 saturazioni, un barotrauma all’orecchio e un disturbo neurologico, con un accesso al pronto soccorso dell’ospedale di Branca per sospetto ictus, nel pomeriggio un caso di crisi epilettica, una persona svenuta, 3 traumi minori, 3 saturazioni e un’intossicazione da alcol.

Massimo Boccucci