Il Messaggero edizione nazionale 9 maggio 2026

Ci hanno pensato in parecchi, almeno gli oltre 400mila frusinati, che il motto «Bellator Frusino» – ovvero Frosinone guerriera – ci sta proprio bene in quello stemma col leone rampante che ieri sera aleggiava sullo stadio Benito Stirpe, dov’è esplosa la festa della promozione al fischio finale di Frosinone-Mantova 5-0, e in città fino in via Aldo Moro dove sono confluiti i caroselli di auto nella parte bassa tra bandiere, sciarpe, trombe e cori. Una festa infinita per la quarta promozione in Serie A, la settima della serie con Maurizio Stirpe alla presidenza del club dal giugno 2003. Sette anche le promozioni di Massimiliano Alvini, dalla Promozione fino a questa prima dai cadetti. Spalti gremiti e il resto disseminati ovunque perché il Comune, con in prima fila il sindaco Riccardo Mastrangeli, ha pensato a tutto, con quattro maxischermi in altrettante piazze per scandire i numeri della marcia trionfale, come restare a secco di gol solo 3 volte (una in casa) e andare sempre a segno da 30 gare (19 vittorie, 10 pareggi e un ko) con 63 reti segnate e 26 subite, dopo lo 0-1 dal Monza il 18 ottobre. Il capolavoro del presidente nella stagione più bella, perché sorprendente dall’inizio alla fine, ha dato un seguito alle imprese verso la A del 2014-2015, 2017-2018 e 2022-2023 nell’essere la terza squadra laziale – dopo Lazio e Roma – ad aver raggiunto la massima serie. La lunga traversata ha avuto la svolta nel 2006 col primo approdo in B in un ciclo straordinario che conosce continue emozioni, compresa l’inaugurazione dello stadio il 28 settembre 2017 che ha dato ancora più slancio al progetto e ha rafforzato le ambizioni nel segno della famiglia Stirpe. Alvini da Fucecchio, 56 anni, tutto qualità e personalità in una gavetta da vincente scalando le categorie, scrive il suo nome nella storia della città accanto a quelli Roberto Stellone, allenatore della prima promozione in A con i due talenti fatti crescere in casa Luca Paganini e Mirko Gori; Moreno Longo, il successore con un organico esperto nel quale i più giovani erano ancora Gori e Paganini che intanto avevano raggiunto i 24 anni, e Fabio Grosso che aveva Anthony Oyono e Ilario Monterisi protagonisti anche oggi. Alvini è andato oltre, visto che gli era stato chiesto di salvarsi prima possibile e di divertire valorizzando i giovani, come Fares Ghedjiemis, Gabriele Bracaglia, Lorenzo Palmisani, Giorgi Kvernadze e Matteo Cichella. Con l’impronta di Stirpe, Castagnini e Alvini, stavolta il passato non è stato un fantasma, ricordando le beffe decisive tutte in casa il 2 giugno 1985 in C2 con la Frattese, il 29 maggio 2017 col Carpi la semifinale di ritorno dei playoff in B, il 18 maggio 2018 contro il Foggia nell’ultima giornata dei cadetti e il 26 maggio 2024 con l’Udinese in A. L’8 maggio 2026 è andata come doveva andare.

VERDETTI

Promosse in A: Venezia e Frosinone. Playoff: Monza, Palermo, Catanzaro, Modena, Juve Stabia e Avellino. Retrocesse in C: Pescara, Spezia e Reggiana. Playout: Sudtirol e Bari.

Massimo Boccucci