I PREPARATIVI
GUBBIO Ormai si contano le ore più che i giorni, con gli ultimi preparativi in vista del 15 maggio per le “mute” della corsa lungo il percorso e tutti gli aspetti organizzativi. I ceraioli in piazza Quaranta Martiri torneranno all’antico in un passaggio importante della corsa, ovvero porteranno i Ceri nel tratto tradizionale che fiancheggia la chiesa di San Francesco e l’ex ospedale fino a curvare dalla farmacia comunale verso via Cavour e il quartiere di San Martino. Non verrà, dunque, riproposto il percorso alternativo dello scorso anno, che si era reso necessario, sebbene deciso all’ultimo momento, come conseguenza dei lavori di riqualificazione della piazza. I Ceri l’anno scorso, infatti, sono stati fatti passare davanti al monumento dei Caduti della Prima Guerra Mondiale e le Logge dei Tiratori per aggirare il cantiere che era in piena attività proprio nel vecchio tratto. Soluzione obbligata che ha finito per dividere gli eugubini, tra quanti hanno lanciato critiche per le lungaggini sui lavori in piazza senza prevedere un completamento almeno del tratto interessato dal passaggio dei Ceri e quanti invece si sono incuriositi per il cambiamento scenografico, che a taluni non è dispiaciuto. Quest’anno si torna al copione di sempre. Il sindaco Vittorio Fiorucci non ha annunciato ufficialmente il ripristino del percorso storico, però è deciso che sarà così, come peraltro confermano i sopralluoghi dei Capodieci e dei ceraioli attivamente impegnati in quella zona. Ci sono stati anche dei tentativi di far confermare il percorso del 2025, perché per quanto leggermente più corto di 7 metri ha portato a rivedere la dislocazione delle “mute” con integrazioni. Ma alla fine ha prevalso il peso della tradizione consolidata. Negli ultimi 100 anni, la festa ha tuttavia visto delle trasformazioni anche profonde. L’alzata dei Ceri, per esempio, non si è sempre svolta dove la si vede oggi perché In passato si teneva davanti alla chiesa di San Pietro e prima ancora i tre Ceri non venivano nemmeno alzati insieme. Ogni epoca ha reinterpretato la festa, adattandola alle esigenze del momento. Ora si prendono la scena i protagonisti, dal Primo e Secondo Capitano, Daniele Pencedano e Stefano Pauselli, ai Capodieci Gabriele Fofi di Sant’Ubaldo, Francesco Spogli per San Giorgio e Alessandro Lepri di Sant’Antonio. Scalpitano i protagonisti in un clima di grande coinvolgimento, che per esempio si riflette nel numero dei ceraioli che eleggono i Capodieci. Un tempo, portare i Ceri era considerato un onere e considerato più che altro una fatica, tanto che non era facile trovare persone disposte a farlo. Se un tempo mancavano i ceraioli, oggi la situazione è esattamente opposta: il posto sotto il Cero è ricercatissimo.
Massimo Boccucci