di Massimo Boccucci
Nulla cambia dal cemento americano alla terra europea per Jannik Sinner che ha raggiunto la finale del Masters 1000 di Madrid in un lungo percorso netto cominciato il 7 marzo e passato attraverso una vittoria dopo l’altra. Il campo del Manolo Santana conferma lo strapotere dell’altoatesino, che in un’ora e 26 minuti ha battuto in semifinale per 6-2 6-4 il ventunenne francese Arthur Fils, uno dei talenti più ambiziosi della Next Gen, senza concedergli neppure un attimo di respiro.
L’azzurro affronterà domani, alle 17, il numero 3 del ranking Sascha Zverev, che ha superato come da pronostico un altro giovane di talento come il belga Alexander Blockx dopo aver eliminato ai quarti il nostro Flavio Cobolli. Jannik ha mandato un messaggio fortissimo, anche in vista degli Internazionali d’Italia e del Roland Garros: al servizio e anche nella risposta sta crescendo ancora.
Ogni volta che Fils serviva una seconda, cosa accaduta piuttosto spesso nel primo set con appena il 39 per cento di prime, il destino appariva segnato. Il numero 1 del mondo, solidissimo al servizio (solo 10 punti persi e nessuna palla break concessa) e capace di infierire con il rovescio, ha offerto la migliore versione di sé in questo torneo.
La serie positiva continua: l’azzurro, che non perde un match sul circuito dal 19 febbraio, quando venne sconfitto nei quarti a Doha, ha iniziato la sua striscia vincente, appunto, il 7 marzo contro Svrcina e da allora non si è più fermato. Titolo a Indian Wells, titolo a Miami, titolo a Montecarlo, finale a Madrid, per un totale di 22 partite vinte consecutivamente. Il filotto sale a 27 considerando solo i Masters 1000, includendo anche il trionfo dello scorso novembre a Parigi.
La 350ª vittoria in carriera ha un sapore speciale per Jannik, perché gli consente di approdare all’atto conclusivo nell’unico Masters che ancora mancava e, allo stesso tempo, di raggiungere i grandissimi: quinta finale consecutiva in un 1000, come Djokovic arrivato a sette e Nadal spintosi a cinque per due volte, più almeno una finale in tutti i primi quattro Masters 1000 della stagione, come Federer nel 2006 e Nadal nel 2011.
«Mi sono sentito molto meglio in risposta – ha confessato l’azzurro -, cerco di giocare sempre il mio miglior tennis, Fils è un ottimo giocatore e fa bene al nostro sport. Non ho mai giocato una finale a Madrid e sono molto contento per questo». Benvenuti sul pianeta Sinner per vedere un marziano.