Corriere dello Sport-Stadio 5 marzo 2026

di Massimo Boccucci

Tanta sostanza, innanzitutto. Senza tralasciare la forma, perché Ismaël Koné è un’anima del centrocampo neroverde. Il Sassuolo grazie anche a lui ha fatto il salto di qualità con 3 vittorie di fila e 5 nelle ultime 6 giornate.

Koné, cos’è rimasto della vittoria contro l’Atalanta?

«Quando abbiamo perso Pinamonti dopo 16 minuti, per noi è stato un momento di presa di coscienza: sapevamo che sarebbe stato tutto molto difficile. Ognuno di noi ha dovuto andare oltre il proprio ruolo, perché con un uomo in meno dovevamo coprire più campo. È emerso il grande carattere della squadra, tutti eravamo concentrati sulla missione: volevamo i 3 punti e nessuno ha mai pensato che la partita fosse finita o impossibile da vincere. Il vantaggio ci ha dato una spinta incredibile».

Quando ha segnato lei, come domenica scorsa, il Sassuolo ha vinto 4 partite e ne ha pareggiata una. Consapevole della sua importanza?

«Credo di esserne consapevole. Ogni giocatore deve capire qual è il proprio ruolo e quanto può dare al gruppo. Questa statistica mi piace».

Avete vinto la prima partita in campionato proprio contro la Lazio: cosa si aspetta lunedì all’Olimpico?

«Una partita molto dura. Loro hanno le spalle al muro e faranno di tutto per ottenere punti. Sarà una battaglia fisica e intensa, non ci regaleranno nulla. Noi siamo una buona squadra e arriviamo da un buon momento. Proprio qui sta la sfida, non dobbiamo pensare che la partita si vinca solo perché siamo in fiducia: serviranno carattere, presenza in campo e cattiveria».

Il suo ambientamento è più facile del previsto?

«Molto più facile, con i compagni c’è stata subito una bella intesa. Ho capito velocemente il modo di giocare e credo che anche loro abbiano capito me. Facile assimilare le idee del mister, ciò mi ha permesso di esprimere le qualità».

Cosa le piace di più dell’esperienza in Italia?

«Il cibo, sicuramente. In ogni ristorante il cibo è incredibile. Mi piace la vita e pure il clima. Ho giocato in Inghilterra due anni e lì spesso il cielo è grigio, qui invece anche d’inverno c’è il sole e questo dà energia».

Dall’Olympique Marsiglia al Sassuolo cos’è cambiato soprattutto?

«A Marsiglia sono cresciuto molto, sia come giocatore sia come uomo. Ho capito tante cose, dentro e fuori dal campo. Sono stato con calciatori di qualità ed esperienza, provenienti da grossi club e da campionati diversi. Ho cercato di essere come una spugna, assorbendo tutto quello che potevano insegnarmi. Quando sono arrivato al Sassuolo ho portato con me la crescita e mi sono dato degli obiettivi a breve termine».

Si sono viste tutte le sue qualità e il potenziale?

«Penso di avere ancora un altro livello nel mio gioco. Molti allenatori mi hanno detto che non sanno dove posso arrivare, io sono d’accordo e voglio lavorare il più possibile per migliorare. La cosa più difficile è essere costante: in partita, in allenamento, nella cura del corpo, l’alimentazione, il sonno. Se riesco a essere disciplinato anche fuori dal campo, posso diventare migliore».

Qual è stata la sua prestazione migliore?

«A San Siro col Milan, non solo per il gol ma per la presenza nei dettagli. Sono stato concentrato su tutto, in ogni aspetto. Quella partita resta un riferimento per me, questo è il livello che voglio mantenere con continuità».

Si aspettava questa posizione in classifica?

«Personalmente sì. Quando alla fine del mercato abbiamo avuto tutta la squadra al completo e abbiamo iniziato ad allenarci, ho visto che avevamo qualità. Siamo molto attenti ai dettagli e questo può farci diventare una grande squadra, non solo una buona squadra. Credo che abbiamo il potenziale per competere con chiunque in questo campionato. Penso che potremmo anche essere più in alto, perché in alcune partite abbiamo perso punti che avremmo potuto prendere. Con un po’ più di maturità in certi momenti potevamo ottenere risultati migliori. Nel percorso quello che stiamo facendo è già molto positivo».

Il risultato più importante?

«Il 3-0 a Bergamo. Venivamo dalla sconfitta in casa con il Genoa e siamo riusciti a vincere una gara complicata, segnando 3 gol bellissimi e giocando da squadra di carattere».

Quali sono i vostri punti di forza?

«C’è molta qualità individuale. Quando tutti siamo connessi e sulla stessa lunghezza d’onda è difficile batterci. Corriamo molto, lavoriamo tanto in allenamento e vogliamo migliorare continuamente. Siamo giovani e non abbiamo paura di nessuno. Vogliamo dimostrare a tutti che meritiamo di stare a questo livello».

Cosa pensa di Fabio Grosso?

«Mi ha aiutato molto a essere me stesso in campo. Non mi ha dato troppe regole rigide, solo alcune indicazioni e poi mi ha lasciato esprimere il mio gioco. È una persona molto calma, vuole migliorare ogni giorno e spinge la squadra nella direzione giusta. Quando hai un allenatore con questa mentalità, che vuole crescere e aiutare i giocatori, è tutto quello che puoi chiedere».

Come immagina il suo futuro?

«Non lo so. In passato ero molto concentrato su cosa verrà dopo e non apprezzavo abbastanza il presente, che ora invece voglio vivere per fare il meglio possibile crescendo come giocatore e come persona per aiutare la squadra. Spero di giocare il Mondiale con il Canada e fare una grande competizione. Da lì si vedrà. Il futuro lo dirà Dio».

State aspettando l’Italia nel girone del Mondiale?

«Magari non proprio (ride, ndc)… È una squadra molto forte, con giocatori di grande qualità. Se dovessimo affrontarla sarebbe probabilmente la prima partita e si giocherebbe a Toronto, dove c’è una grande comunità italiana».

Gli azzurri riusciranno a qualificarsi?

«Penso di sì. È una grande squadra con un grande tecnico e tanti giocatori che militano nei migliori club. Difficile immaginare un altro Mondiale senza l’Italia. Nel calcio può succedere di tutto, ma personalmente penso che si qualificheranno e magari ci affronteremo subito».

Infopress

All’anagrafe è Ismaël Kenneth Jordan Koné, nato il 16 giugno 2002 ad Abidjan, sulla costa atlantica meridionale della Costa d’Avorio. È ivoriano naturalizzato canadese, centrocampista del Sassuolo e della Nazionale del Canada. Il 29 luglio 2025 il club emiliano annuncia il prestito dall’Olympique Marsiglia con diritto d’acquisto, che esercita il 2 febbraio scorso. Il 23 agosto esordio da titolare in Serie A nella prima col Napoli in casa (0-2). Il 28 settembre la sua prima rete nel successo per 3-1 contro l’Udinese. Oggi conta 24 presenze, per 1.935 minuti giocati, con 5 gol. Nel 2021 è approdato al Cf Montreal; il 5 dicembre 2022, dopo il Mondiale in Qatar, passa al Watford firmando un contratto di 4 anni e mezzo con gli inglesi. Il 3 luglio 2024 viene ingaggiato dall’Olympique Marsiglia e il 3 febbraio 2025 va in prestito al Rennes.

NAZIONALE. Risale al 24 marzo 2022 la prima convocazione dal Ct del Canada, Josh Herdman, per la qualificazione al Mondiale in Qatar, al quale partecipa disputando la fase a gironi. Successivamente viene convocato per la Coppa America 2024, in cui la Nazionale cede in semifinale con l’Argentina, che poi ha vinto il titolo. Nella finale per il 3º posto, il Canada fa 2-2 con l’Uruguay (segna il 2° gol) perdendo ai rigori.

M.BOC./INFOPRESS