di Massimo Boccucci
Si sono messi in testa di irreggimentare ancora di più il calcio, imbrigliato nel Var che di danni ne ha già fatti parecchi e peggiora il gioco più amato del mondo, perché la tecnologia può aiutare ma non invadere fino a questo punto.
Il 2026 si apre con una prospettiva inquietante. Il 20 gennaio l’Ifab (International Football Association Board), l’organo unico e insindacabile deputato alla modifica delle regole, si riunirà per rendere definitive, verificabili o attuabili in maniera ufficiale alcune innovazioni già sperimentate, come i due minuti fuori in caso di richiesta di cure mediche, ed eventualmente inserire altre variazioni.
Sono attese novità per la prossima stagione, se non già per il Mondiale a giugno. Uno degli obiettivi è ridurre le perdite di tempo e comunque gli interventi che incidono sulla durata effettiva di una gara. Nella Arab Cup è stata messa in pratica la formula dei due minuti fuori dal campo in caso di richiesta di cure mediche dopo un contrasto di gioco. In quei due minuti di partita, che comunque scorrerà, la squadra rimarrà in 10 uomini. La regola ha due eccezioni: non toccherà il portiere e se il calciatore che ha provocato il problema fisico a un avversario è stato ammonito o espulso. Sembra più che altro un sistema per contrastare chi finge di essersi fatto male per guadagnare tempo.
Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, a Dubai al World Sports Summit, ha prospettato cambiamenti sul fuorigioco, sostenendo che la regola nel corso degli anni ha imposto all’attaccante di posizionarsi dietro il difensore o in linea con il difensore, e che forse in futuro dovrà essere completamente davanti per essere in posizione irregolare. In pratica, l’idea è convalidare una rete se almeno una delle quattro parti del corpo legittimate a segnare un gol (testa, busto, gambe, piedi) sia dentro la figura del difendente, dando viceversa il fuorigioco se la figura completa è oltre l’ultimo difensore.
Per favorire una sempre più veloce ripresa del gioco dalle interruzioni, dopo gli otto secondi con palla in mano al portiere, potrebbe arrivare una stretta sui tempi anche per il calcio di rinvio e per le rimesse laterali. C’è anche l’ipotesi che quegli otto secondi di possesso vengano ridotti. In caso di eccessiva dilatazione dei tempi di rimessa in gioco del pallone, verrebbe assegnato un calcio d’angolo alla squadra avversaria cambiando di fatto quanto matura sul campo.
Infine, c’è l’idea di aprire al check Var non solamente per il cartellino rosso diretto, ma anche per il secondo giallo. Praticamente si perderà ancora più tempo, tra il pubblico sugli spalti spazientito e a casa ironicamente divertito, per andare a vedere quante più azioni al monitor, insieme ai due arbitri chiusi nella sala di Lissone, pensando di guadagnarne mettendo il cronometro per una rimessa laterale. Arriverà qualcuno capace di arginare questa deriva?