di Massimo Boccucci
Ivan Juric è durato 11 giornate. L’eredità di Gian Piero Gasperini all’Atalanta si è rivelata all’atto pratico troppo pesante di fronte alla medio-bassa classifica per il modesto bilancio di due vittorie, altrettante sconfitte e 7 pareggi. Fatale l’ultimo ko per 3-0 in casa contro il Sassuolo prima della sosta. Il tecnico croato ha pagato per essere andato troppo al di sotto delle aspettative nella piazza bergamasca abituata a competere con il predecessore che ora sta facendo le fortune in giallorosso. Si tratta del terzo esonero in un anno per Juric, tra la Serie A alla Roma e la Premier League col Southampton. Al suo posto è pronto Raffaele Palladino. A Bergamo hanno mandato in scena la rivoluzione, congedando con Juric anche i suoi più stretti collaboratori, Matteo Paro, Miguel Veloso, Paolo Barbero, Stjepan Ostojić e Michele Orecchio. La famiglia Percassi ha puntato su Palladino con un contratto fino al 30 giugno 2027 e la prospettiva del debutto ad alta tensione previsto a Napoli sabato 22 novembre alle ore 20.45, alla ripresa del campionato dopo la pausa per le nazionali. Juventus, Genoa, Fiorentina e Atalanta: fino al 27 ottobre non era successo nulla, poi si è riaccesa la giostra degli esoneri e oltretutto in tre club che giocano in Europa e non per la salvezza. I sostituti sono nomi importanti che aspettavano la loro chance migliore per tornare in panchina. Spalletti, De Rossi, Vanoli e Palladino non hanno un compito facile, per esempio alla Juve s’è visto subito e il 2-2 tra Genoa e Fiorentina rimanda i propositi di svolta di entrambe al momento impantanate.