www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 13 aprile 2026

https://www.ilmessaggero.it/podcast/prima_pagina/13_aprile_ungheria_accade_dopo_orban_perche_infermiere_uccideva_lunedi_di_sorrentino-9471601.html

di Massimo Boccucci

Un Fenomeno di nome Jannik Sinner. A Montecarlo ha battuto Carlos Alcaraz conquistando il suo primo Masters 1000 sulla terra battuta. In due ore e un quarto ha piazzato il 7-6 6-3 dopo una partita fortemente condizionata dal vento. La sfida più attesa, la 17ª tra i due, non si giocava da novembre quando Sinner si era imposto nella finale delle Nitto Atp Finals. Stavolta la posta in gioco era ancora più alta: in palio c’erano sia il titolo del primo grande torneo sulla terra rossa europea e il primo posto nella classifica mondiale.

Sinner è diventato il secondo giocatore, dopo Novak Djokovic nel 2015, a vincere Indian Wells, Miami e Montecarlo consecutivamente, oltre a eguagliare lo stesso Nole e Rafa Nadal come terzo nell’èra Open a conquistare 4 Masters 1000 di fila, ricordando che c’era stato anche Parigi Nanterre a novembre.

Jannik torna numero 1 del ranking con 110 punti di vantaggio sullo spagnolo e l’ultima volta era accaduto il 9 novembre. Lo supera pure per numero di settimane in vetta: 67 a 66. L’altoatesino ha avuto dalla sua il pubblico del Ranieri III e alla fine ha esaltato la sfida sul campo monegasco: «Abbiamo espresso un livello molto alto entrambi – ha detto -, viste le condizioni del vento che continuava a cambiare direzione. È un altro risultato incredibile, ritornare numero 1 è importante ma la classifica è secondaria. Sono contento di aver vinto finalmente un torneo importante sulla terra».

Emozioni forti anche dal ciclismo dove l’eterno secondo Wout Van Aert ce l’ha fatta vincendo la 123ª edizione della Parigi-Roubaix, la prima della sua carriera. Ha bruciato in volata, scattando con i tempi giusti nell’ultima curva, il campione del mondo Tadej Pogačar dopo una corsa stupenda e piena di colpi di scena, in cui tutti i favoriti hanno subìto forature e sono stati costretti a rimonte ed extra-sforzi. Nella foresta di Arenberg, Van der Poel è rimasto indietro mancando l’ingresso nella fuga ed è stato sfortunatissimo anche Ganna. Dopo 137 chilometri il campione del mondo ha perso terreno a causa di una foratura, rientrando poi sul gruppo di testa, inevitabilmente spaccato per via della durezza del tracciato. Dopo l’attacco di Van der Poel è successo davvero di tutto: lo sloveno nel frattempo è rientrato, poi l’olandese ha forato perdendo fino a 2 minuti nella foresta di Arenberg. L’ultimo vincitore della classica Monumento si è messo di nuovo all’inseguimento insieme a Filippo Ganna, ma il cronoman italiano ha avuto anche lui un problema meccanico. Sul Mons-en-Pévèle, l’undicesimo settore, Van Aert, anche lui fermatosi due volte, e lo stesso Pogačar sono rimasti da soli al comando, i due hanno attaccato andando in solitaria a poco meno di 50 chilometri dall’arrivo con il belga che ha saputo gestirsi e lo sloveno che è arrivato secondo nelle ultime due edizioni, restando questa l’unica classica Monumento che manca al suo palmarès.