www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 11 aprile 2026

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di Massimo Boccucci

Era impensabile Como-Inter big match di una giornata di campionato a stagione così avanzata. La classifica e il percorso di entrambe questo dicono, al di là dei risvolti fuori dal campo, come le annose discussioni su quali siano realmente le condizioni societarie ed economiche dei nerazzurri e i venti di fronda sui lariani, attorno ai quali si parla di Champions a rischio per i bilanci tra le possibili sanzioni Uefa, il Fair Play finanziario, più l’omologazione dello stadio Sinigaglia.

In riva al lago, domani sera, entrano in gioco i destini incrociati tra campionato e qualificazione nella massima competizione europea. Di mezzo c’è pure una finale di Coppa Italia che vogliono raggiungere dopo lo 0-0 dell’andata al Sinigaglia.

Chivu e Fabregas sono il nuovo che avanza in contesti profondamente diversi. All’andata non c’è stata storia con la schiacciante vittoria per 4-0 degli interisti a San Siro, anche perché il tecnico del Como ci mise molto di suo, visto che i suoi si mostrarono presuntuosi e vennero infilati ripetutamente. Per riaprire il campionato serve uno scivolone dell’Inter alle 20.45 e il contestuale successo del Napoli che scenderà in campo a Parma alle 15, quando si conoscerà anche il risultato di Milan-Udinese di scena oggi alle 18.

La Serie A, così spenta e modesta sull’onda del disastro azzurro, riconsegna anche il Bologna, che domani alle 18 ospita il Lecce, e la Fiorentina, che avrà il posticipo lunedì sera contro la Lazio al Franchi, dopo gli incubi europei per il 3-1 subìto in casa dai felsinei con l’Aston Villa, nell’andata dei quarti di Europa League, e la sconfitta in Inghilterra dei viola per 3-0 contro il Crystal Palace in Conference.

Sullo sfondo c’è la partita sul futuro della Federcalcio. La tentazione di Giovanni Malagò è quella di contarsi in assemblea, dopo i contatti di questi giorni e una prima raccolta di firme. I 20 club della A si ritroveranno faccia a faccia lunedì, a Milano, per cominciare a ragionare sulle prospettive, con la Lega che vuole essere sempre più centrale nelle scelte. Si potrebbe arrivare al voto per avanzare la candidatura dell’ex presidente del Coni, ma questa intenzione diventerà sostanza solo in presenza di una maggioranza bulgara.

Inter, Juve, Milan e Roma hanno stretto un patto: nel recente passato hanno favorito il riavvicinamento della componente alla governance Gravina e adesso intendono costruire il consenso attorno a Malagò, con De Laurentiis salito sul carro, mentre Lotito ha in testa altre soluzioni. C’è un mese per presentare le candidature e in corsa resta Giancarlo Abete, che non ha sciolto la riserva ma parla con le altre anime federali.

Se si dovesse prendere in considerazione una candidatura di ex campioni, in pole ci sarebbero Demetrio Albertini e Damiano Tommasi, profili graditi alle componenti tecniche (calciatori e allenatori) che stavolta non intendono indicare un candidato. Non viene escluso il commissariamento, al quale pensano all’interno del governo Meloni.