di Massimo Boccucci
La fame di vittorie non conosce sazietà. Basta guardarlo Tadej Pogačar per capire che fare l’asso pigliatutto gli piace tremendamente. Il ventisettenne ciclista sloveno, vincendo il Giro delle Fiandre, ha conquistato il successo numero 111 in carriera e il dodicesimo in una classica Monumento.
Dopo aver spezzato l’incantesimo della Milano-Sanremo, ha preso il massimo nelle Fiandre, imponendosi per la terza volta in carriera dopo i trionfi del 2023 e l’anno scorso. L’unica macchia semmai è stata l’attraversamento di un passaggio a livello col rosso ferroviario, insieme al gruppo dei migliori, che ha rischiato di costargli la squalifica e che non andrà comunque oltre una sanzione pecuniaria.
A parte questo fuori programma, è stata una classica da campioni perché, tra muri e pavè, ha visto protagonisti tutti i grandi specialisti delle corse di un giorno e l’insidiosissimo percorso li ha messi in fila nelle prime cinque posizioni. Dietro l’alieno sloveno, infatti, hanno completato il podio Mathieu Van der Poel, Remco Evenepoel, per la prima volta su queste strade, quindi Wout Van Aert e Mads Pedersen.
Pogačar ha piegato la resistenza dell’olandese a 18 chilometri dalla fine, sull’Oude Kwaremont, con una progressione impossibile per gli altri. A quel punto, è stato un assolo verso il traguardo. Ora, trascorso un minimo di relax con la fidanzata Urska, domenica prossima l’aspetta la sfida delle sfide, ovvero andare a caccia dell’iconica classica delle pietre. La Parigi-Roubaix è l’unica Monumento che manca all’appello e mai come quest’anno sembra che il tabù possa cadere.
Van der Poel ha ammesso candidamente di averle provate tutte nelle Fiandre, fino a doversi arrendere alla legge del migliore, ha detto. Ma non si dà per vinto e c’è da scommettere che anche alla Roubaix saranno scintille, ricordando il successo della passata edizione, con Pogačar comunque impressionante nella piazza d’onore all’esordio, al netto perfino di una caduta.
Tra chi potrebbe sparigliare le carte, c’è l’azzurro Filippo Ganna, che questa corsa l’ha vinta da Under 23 nel 2016 e che, con questa condizione, può insidiare le certezze di Pogačar.
Lo sloveno qualora vincesse anche domenica, potrebbe lanciarsi pure al via della Liegi-Bastogne-Liegie e poi del Giro di Lombardia per provare a diventare il primo della storia a fare l’en-plein delle Monumento. Senza tralasciare il fatto che a luglio l’aspetta il duello con Vingegaard al Tour de France.