di Massimo Boccucci
Era scontatissimo l’epilogo, bisognava solo aspettare tempi e modi. Rino Gattuso ha atteso che Gabriele Gravina lasciasse la presidenza della Figc e anche le dimissioni di Gigi Buffon da capo delegazione per annunciare ieri la sua rinuncia alla panchina azzurra. C’è stata la risoluzione consensuale del contratto che legava il commissario tecnico alla Nazionale fino al prossimo 30 giugno. Dopo l’esclusione dal Mondiale per la sconfitta in Bosnia, Gattuso si era ritirato nei suoi pensieri, ma sapeva che il finale della storia era inevitabile. Rino aveva detto alla Federazione che si sarebbe preso un po’ di giorni per decidere se accettare la proposta di traghettare gli azzurri fino a giugno, ma alla fine ha preso la sua decisione.
Per la successione si dovranno attendere le elezioni del nuovo presidente federale, con Giovanni Malagò e Giancarlo Abete che sembrano favoriti, almeno per ora. La panchina ruota attorno ai più gettonati Antonio Conte e Roberto Mancini, ma lo scenario potrebbe essere diverso. A questo punto salgono le azioni di Silvio Baldini, tecnico dell’Under 21, per guidare temporaneamente l’Italia ai primi di giugno contro Lussemburgo e Grecia.
La Figc ha ringraziato Gattuso e il suo staff «per la serietà, la dedizione e la passione con cui hanno lavorato negli ultimi 9 mesi», così come lui ha espresso «il dolore nel cuore non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati», definendo la maglia azzurra come «il bene più prezioso che esiste nel calcio, per questo è giusto agevolare sin da subito le future valutazioni tecniche».
Nel triangolo Usa, Canada e Messico vedremo un po’ d’Italia con gli allenatori Vincenzo Montella che alla guida della Turchia ha nel suo staff il vice Davide Russo, il preparatore atletico Pierpaolo Pollino e il match analyst Massimo Crivellaro; Fabio Cannavaro al timone dell’Uzbekista con il fratello Paolo e Francesco Troise vice, Antonio Chimenti preparatore dei portieri ed Eugenio Albarella preparatore atletico; Carlo Ancelotti sulla panchina del Brasile con il figlio Davide e Francesco Mauri vice, Mino Fulco preparatore atletico e Simone Montanaro capo match analyst.
Altri italiani negli staff sono Gianni Vio, collaboratore tecnico degli Stati Uniti; Antonio Gagliardi, vice allenatore dell’Iran; Yuri Annecchiarico, fisioterapista della Francia; Mario Pafundi, fisioterapista della Norvegia; Guido Nanni, preparatore dei portieri dell’Algeria e Paolo Rongoni, preparatore fitness della stessa Algeria.
Possibile ma non certa la presenza di un arbitro: tra i pre-selezionati al momento l’unico nome proveniente dalla Serie A, esclusi i varisti, è quello di Maurizio Mariani, della sezione di Aprilia, che negli ultimi playoff mondiali ha diretto la finale vinta dalla Repubblica Ceca ai rigori contro la Danimarca. Le convocazioni ufficiali dovrebbero avvenire un mese prima dell’inizio della competizione.