Il Messaggero Umbria 2 aprile 2026

IL PROGETTO

Lo si chiama alternative rock, o rock alternativo, questo genere emerso dall’underground punk negli anni ’80 come rifiuto delle convenzioni commerciali del mainstream. Chitarre distorte, testi introspettivi oppure eccentrici e strutture melodiche meno convenzionali. Ne è interprete la band No Man’s Land che ha appena realizzato il singolo Lodestar (Stella polare), disponibile su tutte le principali piattaforme streaming. Il gruppo è formato da Gioia D’Ostilio (voce e chitarra), Matteo Bellucci (basso elettrico) e Filippo Angeli (batteria). Il brano è stato registrato presso Urban Records a Perugia, nella collaborazione con il produttore Diego Radicati.

«Tutti abbiamo iniziato a suonare da piccoli – racconta la band -, tra scuole di musica e percorsi autodidatti, diventando nel tempo polistrumentisti. Le nostre esperienze s’intrecciano e danno vita a un’identità sonora precisa e riconoscibile». Il gruppo è costituito dal 2021 tra Gubbio, Gualdo Tadino, Perugia e Fossato di Vico, in un periodo in cui gli spazi per stare insieme e creare erano sempre più rari. La musica è diventata il loro modo per ritrovarsi, condividere emozioni e costruire qualcosa di autentico. «Raccontiamo senza filtri – dicono – la nostra generazione: contraddizioni, rabbia, alienazione e una ricerca continua di autenticità. Tra sonorità potenti, influenze cyberpunk e momenti più vulnerabili, trasformiamo lo smarrimento e il vuoto in qualcosa di intenso e coinvolgente». Emerge chiaro il vissuto di questi giovani: «Parliamo di un futuro incerto, del rifiuto dei percorsi già scritti, dei conflitti interiori e familiari, della difficoltà di trovare il proprio posto e del bisogno di qualcosa di reale oltre le apparenze. Sul palco tutto questo si traduce in energia pura. I nostri brani nascono spesso in modo spontaneo: un riff, un giro di chitarra o un ritmo diventano il punto di partenza da cui costruiamo insieme, in modo diretto e naturale. Ogni pezzo è frutto di un lavoro collettivo».

Per la band la musica è prima di tutto espressione diretta e sincera, in un contesto in cui l’artista viene spesso ridotto a immagine o prodotto: «Abbiamo scelto di mettere al centro ciò che conta davvero: persone, strumenti, idee e condivisione. Non inseguiamo le mode, vogliamo costruire un percorso autentico e coerente nel tempo, capace di comunicare a livello emotivo, generazionale e visivo, e creare un legame reale con chi ci ascolta. Questo percorso ci ha permesso di affinare il nostro suono e di diventare più consapevoli nella scrittura, negli arrangiamenti e nella costruzione dei brani».

Massimo Boccucci