di Massimo Boccucci
Ha voglia di stupire ancora il Sassuolo che dalla sosta trae lo slancio dopo la rimonta con la Juve, fra tutti problemi per i casi di pertosse e le altre assenze, per tornare al Mapei Stadium-Città del Tricolore e ripartire al meglio sabato pomeriggio contro il Cagliari, riannodando i fili casalinghi dall’ultima sconfitta interna col Bologna. Fabio Grosso ha il mazzo di carte da cui trovare le conferme, come Andrea Pinamonti che all’Allianz ha lasciato il segno confermando come in trasferta gli riesca tutto più facile in zona, visti i 6 gol segnati su 7 in 28 presenze, di cui 27 da titolare. Ora il centravanti di Cles si carica per la sfida coi sardi, deciso a ritrovare la vena realizzativa in casa dopo l’unico precedente che il 20 febbraio scorso ha aperto il 3-0 al Verona.
IL RITORNO. Il tecnico ha ritrovato Cristian Volpato. «Il mister lo sa che gioco poco, io provo a prendere ogni chance al massimo», ha detto il fantasista dopo aver ritrovato la maglia da titolare (non succedeva dal 28 dicembre) e la prova con la Juve, seguita a mesi di panchina e minuti contati. Il talento italo-australiano è riapparso in 2 gare consecutive e questo fa del suo ritorno un segnale importante mandato dall’allenatore. Nel derby col Bologna era subentrato facendo buone cose, dimostrando di aver recuperato condizione fisica e brillante dopo aver accumulato appena 6’ complessivi nella prima parte del 2026. Tra infortuni e scelte tecniche, la seconda parte di stagione non ha dato i riscontri che Volpato si aspettava, complice un infortunio, ma ha saputo recuperare e pazienza per riprendersi la scena.
PERCORSO. Un’altra scommessa di Grosso è la valorizzazione di Ulisses Garcia, il terzino sinistro arrivato a gennaio dall’Olympique Marsiglia che a Radio Tv Serie A ha confessato di aver «trovato un ottimo club», restando sorpreso «dalle infrastrutture, il campo, tutto. Penso che ci sia tutto il necessario per fare molto bene e penso che stiamo facendo molto bene». Il percorso: «La mia scelta è stata sin da subito chiara. Appena ho visto come gioca la squadra ho capito che avrei potuto essere d’aiuto». I suoi incroci italiani: «Ho avuto Gattuso e De Zerbi prima di Grosso, tre grandi allenatori che guardano alla tattica, la mentalità e i dettagli. Grosso è stato prima di tutto un grande giocatore, ha un carisma naturale e penso che tutti lo ascoltino molto. Il modo in cui lascia esprimersi i giocatori, essere liberi e dare tutto per la squadra ritengo che sia fondamentale per lui».
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