www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 31 marzo 2026

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di Massimo Boccucci

All’appello, a questo punto, manca solamente il calcio. L’Italia sta vincendo tanto, anzi tantissimo. Stasera c’è una missione da compiere, a Zenica contro la Bosnia Erzegovina con diretta su Rai Uno alle 20.45. Il commissario tecnico Rino Gattuso chiama a raccolta tutti gli italiani per spingere gli azzurri a ritrovare il Mondiale che manca da 12 anni, e allontana mugugni e tensioni che hanno caratterizzato la precedente partita contro l’Irlanda del Nord, mentre il suo collega bosniaco Sergej Barbarez, che fa il giocatore professionista di poker, ha giocato d’anticipo e d’azzardo con una frase colorita e a effetto nel dire «parcheggeremo un autobus davanti alla porta».

Per battere la Bosnia il punto fermo è Moise Kean, che non si è arreso davanti al problema alla tibia, ha rassicurato Gattuso e l’ha ripagato con la rete di Bergamo. L’ha fatto pure segnando 2 volte contro l’Estonia, all’andata e al ritorno, e contro Israele, nella pazza notte di Debrecen nel pirotecnico successo per 5-4, diventando così il primo giocatore della Nazionale a segnare per 5 partite consecutive dai tempi di Totò Schillaci, tra giugno e luglio 1990 nel Mondiale italiano delle notti magiche.

Zenica non è famosa solo per le acciaierie e le ciminiere che allarmano da tempo gli ambientalisti, perché lì c’è anche il più celebre e duro carcere dell’ex Jugoslavia, ora solo della Bosnia Erzegovina, costruito nel 1886 e diventato simbolo del tessuto sociale, con la fama cresciuta dopo la sesta stagione della serie tv di Netflix “Inside the world’s toughest prisons”, all’interno delle prigioni più dure del mondo.

Lo stadio “Bilino Polje” sarà una fossa dei leoni circondata da 15.600 tifosi. Piccolo e infernale, questo hanno voluto i bosniaci per giocarsi la qualificazione al Mondiale. Una delle due curve è bassissima: solo le inferriate e un tornello, che fa tanto stile anni Settanta, la separano dalla strada. Palazzoni di edilizia sovietica, alti 40-50 metri, si affacciano sull’impianto.

Infine, l’arbitro Clemente Turpin, scelto da Pierluigi Collina per questa partita. Il fischietto francese si porta dietro 145 designazioni tra le 61 in Champions, il resto in Europa e Conference League, più le 54 con le Nazionali maggiori. Alla soglia dei 44 anni e con la prospettiva del terzo Mondiale della sua carriera, viene considerato un gestore piuttosto che un interventista, ma anche un casalingo ricordando le polemiche di Claudio Ranieri l’anno scorso dopo Atletico Madrid-Roma, finita 3-1 per gli spagnoli. Pesa un precedente su 5 quando a Palermo diresse la sfida contro la Macedonia che lasciò fuori gli azzurri dal Mondiale in Qatar.

L’Italia vuole andare oltre certi corsi e ricorsi, come quello del 6 novembre 1996 quando la sconfitta in Bosnia per 2-1, e la successiva telefonata di Berlusconi per riportarlo al Milan, spinsero Arrigo Sacchi alle dimissioni da commissario tecnico. Stasera Gattuso vuole tutt’altra storia.