di Massimo Boccucci
Di tutto c’era bisogno fuorché di una sceneggiata a tinte azzurre che non fa onore a chi l’ha fatta, dopo la vittoria per 2-0 contro l’Irlanda del Nord, nell’aspettare di conoscere la Bosnia come avversario per la finale dei playoff martedì prossimo. Rai Uno ha impietosamente mostrato le immagini dell’esultanza di alcuni giocatori quando Edin Dzeko e compagni hanno battuto il Galles ai rigori, con tutti gli effetti dirompenti.
È diventato virale il video mandato in onda in diretta nel post-partita di Bergamo. Le immagini hanno mostrato i giocatori dell’Italia, come Dimarco, Pio Esposito, Vicario e Meret, che alla New Balance Arena sono rimasti incollati alla tv per assistere ai calci di rigore, senza porsi il problema che avrebbero potuto essere tranquillamente ripresi. Dopo l’ultimo vincente tiro dal dischetto da parte dei bosniaci, è stato subito Dimarco a esultare, insieme ad altri calciatori e addetti ai lavori presenti.
All’estero l’hanno visto tutti e la stampa in Bosnia ha già parlato di arroganza e mancanza di rispetto per la netta sensazione che gli azzurri volessero proprio affrontare i bosniaci, considerati evidentemente meno forti del Galles. Non ci ha fatto una bella figura neanche Adani, peraltro continuo bersaglio delle critiche di tanti tifosi che non gradiscono i suoi commenti saccenti e naif sulle reti pubbliche. L’ex giocatore, oggi opinionista, invece di bacchettare gli azzurri se l’è presa con la regia, dicendo «Avevate detto di non farli vedere, poi li inquadrate quando esultano mentre bisogna esultare martedì».
Nel dopo-partita in collegamento tra campo e studio c’erano Alessandro Antinelli, Andrea Stramaccioni e le due voci della telecronaca, Alberto Rimedio e Lele Adani. Ne è venuto fuori un siparietto imbarazzante per quanto stava accadendo, con Dimarco e Pio Esposito subito citati. Il telecronista Rimedio ha cercato di metterci una toppa. La Rai ha provato goffamente a proteggere i protagonisti di una scena assolutamente fuori luogo.
In tanti hanno contestato l’atteggiamento spavaldo e superficiale di quei giocatori e il video potrebbe produrre un effetto boomerang per caricare ulteriormente la Bosnia, che proverà a dimostrare ancor più di essere all’altezza della situazione.
Insomma, se contro la Svezia fu un autogol a buttarci fuori, questo episodio può essere considerato come un altro autogol e stavolta in anticipo rispetto ai 90 minuti – o più – che separano l’Italia dai Mondiali dopo due esclusioni consecutive. Come dicono negli Stati Uniti be careful what you wish for, ovvero attento a ciò che desideri.