di Massimo Boccucci
La strada del Mondiale passa per la finale dei playoff contro la Bosnia Erzegovina, che gli azzurri sfideranno in casa loro martedì prossimo, per l’impresa dei bosniaci che hanno rimontato il Galles e l’hanno poi battuto ai rigori nonostante abbiano sbagliato il primo tiro dal dischetto.
Gli azzurri, invece, hanno costretto Rino Gattuso a togliersi la giacca e a tirarsi su le maniche del maglione sotto la temperatura bergamasca di 4 gradi. Si è scaldato quando Sandro Tonali dopo quasi un’ora ha sbloccato una partita spigolosa e complicata. La difesa degli irlandesi ha respinto il cross di Politano e Tonali, bene appostato, ha preso la mira col destro dal limite battendo Charles.
L’Italia si è un po’ sciolta e ci voleva il secondo gol per non correre rischi. All’80’ ci ha pensato Moise Kean che si è giovato della giocata di Tonali, e soprattutto quella dell’attaccante della Fiorentina che ha controllato col destro e ha calciato di sinistro trovando l’angolino basso. Gattuso ha fatto esordire in Nazionale il ventunenne Marco Palestra del Cagliari, in prestito dall’Atalanta.
Le attenzioni si sono spostate sul Cardiff City Stadium, dove il Galles ha segnato al 51’ con un destro da fuori sotto la traversa di Daniel James, ma la Bosnia Erzegovina l’ha ripreso all’86’ con un colpo di testa sotto misura di Edin Dzeko, che 10 giorni fa ha compiuto quarant’anni. I tempi supplementari non hanno cambiato la storia della partita, che si è decisa ai calci di rigore. Il primo tiro dal dischetto è stato neutralizzato dal portiere gallese Darlow, che ha ipnotizzato Demirovic. Lo ha sbagliato Johnson del Galles, che ha alzato troppo il destro, e il portiere ospite Vasilj ha intuito neutralizzando il tentativo di Williams.
Della serata azzurra resta anche il ricordo alla New Balance Arena del mitico Beppe Savoldi, morto a 79 anni, attaccante bergamasco e icona del calcio italiano negli anni Settanta. Per lui 554 partite e 233 gol con Atalanta, Bologna e Napoli che lo prese per 1,4 miliardi di lire più il cartellino di Rampanti valutato 600 milioni. La cifra fece parlare molto all’epoca e gli valse il soprannome storico di “mister due miliardi”. Tra il 1965 e il 1983, Savoldi ha vestito anche 4 volte la maglia dell’Italia, segnando un gol. Era malato da tempo e ha dato la notizia sui social il figlio Gianluca, allenatore del Renate Primavera ed ex attaccante con diverse squadre. Il calore del tifo è stato per gli azzurri e anche per lui.