IL CASO
GUBBIO Ci sono soldi inutilizzati da due anni e mezzo, e a palazzo Pretorio continuano a non dare seguito alle volontarietà testamentarie del generoso Carlo Cecchini, che con un lascito di circa 20mila euro ha chiesto di apportare migliorie al canile-gattile comprensoriale di Ferratelle. La Giunta Stirati aveva promesso interventi, mai realizzati, e quella di Fiorucci insediata da metà luglio 2024 per ora tiene tutto fermo senza rispondere più neanche alle sollecitazioni dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) che, con le altre associazioni di volontariato Gubbio Soccorso Animali Ambiente, Animal Mind e gli Amici di Cesare, aveva messo nero su bianco alcune necessità specifiche per onorare la memoria e la volontà di Cecchini che ha voluto lasciare dei soldi per il benessere dei cani e soprattutto dei gatti ospitati nella struttura.
Questa vicenda va avanti dal novembre 2023 quando è scomparso a 77 anni, da allora sono state adottati un paio di atti, ma nei fatti tutto è inspiegabilmente bloccato e le associazioni chiedono invano un appuntamento al sindaco Vittorio Fiorucci per riprendere il filo della vicenda.
Per il canile-gattile sono stati individuati degli interventi da attuare proprio con i soldi del lascito testamentario, come l’adeguamento di due prefabbricati adibiti per accogliere i gatti con particolari patologie anche contagiose e la realizzazione di una casetta a fianco dell’ambulatorio veterinario per la degenza dei gatti appena operati oppure che hanno bisogno di un periodo di ricovero protetto, fino alla sistemazione della recinzione nella struttura pubblica, Di quei soldi si sono perse le tracce, nonostante le sollecitazioni del dottor Norberto Quadraroli, curatore testamentario che sapeva fin dall’inizio delle volontà di Carlo Cecchini, nato a Latina e poi vissuto a Perugia con amicizie a Gubbio che già nel 2019 aveva deciso. Nel testamento, scritto a mano, aveva chiesto che parte dei suoi beni fossero destinati al canile-gattile e la famiglia, con le nipoti Fiammetta e Laura Modena, ha fatto in modo che fossero esaudite le volontà dello zio. «Amava Gubbio e amava gli animali, i gatti in particolare – hanno spiegato i familiari – auspichiamo che il lascito possa contribuire a mantenere questa struttura». Ma non è stato ancora speso un euro.
Massimo Boccucci