JUVENTUS NEXT GEN 2
GUBBIO 2
JUVENTUS NEXT GEN (3-4-2-1): S. Scaglia 6; Savio 5.5, Gil Puche 5.5, F. Scaglia 6; Cudrig 6 (1′ st Oboavwoduo 7), Faticanti 6.5, Macca 5.5 (28′ st Anghelè 6.5), Puczka 6.5; Gunduz 5.5 (1′ st Cerri 6), Licina 6.5; Guerra 6.5. A disp.: Mangiapoco, Fuscaldo, Amaradio, Brugarello, Van Aarle, Makiobo, Pagnucco, Vallana. All.: Brambilla 6
GUBBIO (3-5-2): Bagnolini 6; Bruscagin 6, Signorini 6 (1′ st Baroncelli 5.5), Di Bitonto 5.5; Podda 6.5 (42′ st Zallu ng), Rosaia 6 (27′ st Costa 5.5), Carraro 6, Varone 6, Tentardini 6 (19′ st Murru 5.5); La Mantia 6.5 (19′ st Mastropietro 5.5) Ghirardello 6. A disp.: Tomasella, Galli, Fazzi, Conti, Djankpata, Minta. All.: Di Carlo 6
Arbitro: Iannello di Messina 6
Reti: 27′ pt La Mantia, 3′ st Podda, 16′ st Puczka (rig.), 48′ st Guerra
SERIE C
ALESSANDRIA Eppure Mimmo Di Carlo lo sapeva e l’aveva detto: con la Juventus Next Gen non è mai finita. Aveva aggiunto: «Conosco bene Guerra». Tutto vero, neanche con due gol di vantaggio e andando oltre il 90’, ricordando l’1-1 dell’andata al Barbetti al 90’. Stavolta al Moccagatta finisce 2-2 e al 93’ il pareggio lo agguanta proprio Guerra, al settimo gol in campionato (più 6 assist), sotto gli occhi del direttore sportivo bianconero Marco Ottolini e del dirigente Claudio Chiellini, fratello di Giorgio. Non è bastato il ritorno di La Mantia titolare, che l’ha sbloccata, e il guizzo di Podda che ha raddoppiato. La Juve non s’è data per vinta. Primi segnali pericolosi all’8’ quando Gunduz tira da fuori e Bagnolini, tornato per l’infortunio a Krapikas, respinge. Il Gubbio sa difendersi e attende il momento buono per colpire: angolo di Carraro per Di Bitonto che sale di testa ma salva Scaglia sulla linea con La Mantia che di destro da due passi non perdona. Poco dopo i rossoblù raddoppiano, ma l’arbitro ferma tutto per fuorigioco con la decisione che conferma al monitor. In zona riposo ci provano Cudrig da fuori con un tiro che costringe Bagnolini a smanacciare, poi La Mantia che sfiora la traversa, Varone che di testa in tuffo mette a lato di poco e Guerra che davanti la porta trova Di Bitonto a sventare in angolo. Al rientro il Gubbio lascia il segno con una ripartenza: il neo entrato Baroncelli serve in area Ghirardello che impegna a terra il portiere e sulla respinta c’è Podda che di sinistro non sbaglia. La riaprono di forza gli juventini quando l’arbitro ravvisa un tocco di braccio in area di Di Bitonto su cross di Licina e dopo un lungo controllo conferma la decisione del campo assegnando il rigore che Puczka trasforma di sinistro. La Juve ci crede e insiste con i pericoli portati da Puczka (sinistro e palla a lato) e Oboavwoduo che parte dalla trequarti e impegna severamente Bagnolini in tuffo. Passata la mezz’ora i padroni di casa chiedono un altro rigore, rivendicando un mani in area di Varone che l’arbitro dopo un altro lungo controllo stavolta non concede, e quindi un altro ancora reclamando il tocco di mano di Podda a terra, ma anche in questo caso Iannello non torna indietro lasciando correre. Il finale è all’arma bianca col tiro improvviso di Oboavwoduo che Baroncelli devia sulla traversa, a seguire il diagonale di Oboavwoduo fuori d’un niente e infine il pareggio sull’angolo calciato in area da Licina per il colpo di testa di Guerra che non lascia scampo infilando l’angolino. Il presidente Sauro Notari ci rimane malissimo.
Massimo Boccucci