Il Messaggero Umbria 20 marzo 2026

L’INTERVENTO

GUBBIO Torna al suo antico splendore un affresco raffigurante San Giuliano da Rimini, databile nel sedicesimo secolo, restaurato dopo mesi di accurati lavori, collocato nella sala del Camerlengato della chiesa di Santa Croce della Foce. Il progetto di recupero, promosso dalla Confraternita di Santa Croce della Foce in collaborazione con Elisa Polidori responsabile dell’ufficio diocesano dei beni culturali di Gubbio, e Alessandra Donati, funzionaria del Ministero della Cultura, ha permesso di recuperare i colori originali, consolidare la struttura muraria e salvare l’affresco che si trovava in cattivo stato di conservazione. L’opera, che presentava evidenti segni di degrado dovuti all’umidità e all’usura del tempo, è stata affidata al restauro di Loredana Ferranti, che ha operato attraverso puliture selettive e consolidamenti mirati, riportando alla luce dettagli cromatici perduti da decenni. «Restituire questo tesoro alla nostra comunità è un atto di grande valore culturale. Ci permette, inoltre, di avanzare ipotesi circa l’aspetto originario della chiesa di Santa Croce, prima dei lavori sopraggiunti tra il 1500 e il Seicento», spiega la dottoressa Silvia Alunno, professoressa di storia e arte antica, appartenente alla Confraternita, che domani alle 16 presenterà pubblicamente il restauro nella stessa chiesa. San Giuliano da Rimini evoca il luogo di culto nell’omonimo borgo riminese tra i più importanti della città adriatica. Santa Croce a Gubbio porta con sé invece l’appellativo della foce dovuto al fatto che si trova alla sinistra idrografica del Bottaccione, che prima della chiesa scorre tra ripide pareti di roccia e poco dopo la chiesa si apre nella vallata, e non se ne conoscono le origini.

Massimo Boccucci