www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 15 marzo 2026

https://www.ilmessaggero.it/podcast/prima_pagina/15_marzo_trump_insieme_hormuz_complici_falso_007_incredibile_baseball_italiano-9417307.html

di Massimo Boccucci

Il ritorno di Jannik Sinner in una finale era attesissimo ed è arrivato. Si è preso di forza la decima in carriera in un Masters 1000. Non c’è stato scampo per il numero 4 del mondo, Alexander Zverev, in una semifinale dominata dalla Volpe: 6-2 6-4 in un’ora e 23 minuti. L’azzurro aveva già vinto le cinque sfide precedenti per poi conquistare il torneo, ricordando Cincinnati nel 2024, Australian Open, Vienna, Parigi e Atp Finals nel 2025.

Se l’amuleto Zverev funzionerà anche stavolta lo sapremo stasera, alle 23 ora italiana, con il responso nell’ultimo atto. Jannik insegue il sesto titolo 1000: nella sua bacheca ci sono Toronto, Miami, Cincinnati, Shanghai e Parigi. Gli manca Indian Wells per completare la collezione dei tornei di prima fascia che si disputano sul cemento, visto che gli altri tre Masters come Montecarlo, Madrid e Roma sono sulla terra.

In questi giorni negli Stati Uniti l’altoatesino ha dimostrato di essere tornato sui suoi soliti livelli, dopo l’appannamento di inizio stagione e le delusioni di Melbourne, se si può definire tale una semifinale Slam persa contro il mostro sacro Djokovic, e Doha dov’è finito ko ai quarti con Mensik. 

Dopo un dominio dei servizi nei primi quattro game, Sinner contro Zverev ha iniziato a imporre la legge del più forte piazzando il break come inizio di un monologo risolto in 31 minuti. Il match può prendere una piega definitiva all’inizio del secondo set, ma Zverev annulla tre palle break e, pian piano, ritrova il servizio dei giorni migliori. Il guaio, per lui, è che anche Sinner è super alla battuta, anche se deve ricorrere di più alla seconda. Il crescendo è sotto gli occhi di tutti ed è un’altra pratica sbrigata come meglio non si potrebbe.