di Massimo Boccucci
Tuoni e fulmini si riversano da ogni dove su Gianni Infantino, potente presidente della Fifa, che sta organizzando il Mondiale di calcio Usa-Canada-Messico bollato già come il peggiore di tutti i tempi ancor prima di conoscere tutte e 48 le Nazionali che vi parteciperanno.
L’ultimo colpo è l’annuncio che l’Iran si è chiamato fuori. Il ministro dello Sport e della Gioventù di Teheran, Ahmad Donjamali, l’ha annunciato mettendo un punto fermo su una vicenda che aleggiava da diversi giorni. Stando a quanto dichiarato dal membro del governo iraniano, non vi sono le condizioni per la partecipazione della squadra perché uno dei Paesi organizzatori, gli Usa, è ritenuto aggressore del popolo iraniano.
La squadra del commissario tecnico Amir Ghalenoei dovrebbe giocare le tre gare del girone sul suolo statunitense: due a Los Angeles (il 15 giugno contro la Nuova Zelanda e il 21 giugno contro il Belgio) e una a Seattle. Niente Canada, niente Messico. Ciò che in questi giorni di conflitto bellico a largo raggio non è minimamente ipotizzabile per gli iraniani. Da qui l’annuncio del ministro Donjamali: l’Iran non ci sarà, anche se per taluni potrebbe non essere questa la decisione definitiva.
Infantino si ritrova travolto dall’ennesima bufera, tra le critiche senza freni, pagando pure il rapporto troppo stretto con il presidente statunitense Donald Trump, al punto da esternare pubblicamente la soddisfazione per aver raccolto la disponibilità di Trump a ospitare la Nazionale iraniana in territorio Usa, senza però porsi minimamente, come avrebbe dovuto fare, il problema di come avrebbero reagito in Iran.
Secondo il presidente della Fifa, l’apertura di Trump sarebbe l’ennesima dimostrazione del fatto che il calcio unisce, ma le parole di Donjamali gli sono piombate addosso come un pugno in faccia. Sarebbe stato prudente il silenzio e un lavoro di diplomazia che adesso appare più complicato.
L’estremo rischio è di dover sostituire l’Iran e non si sa con quali criteri. Un’altra bruttissima pagina per il calcio internazionale, al di là di come finirà questa storia.