www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 11 marzo 2026

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di Massimo Boccucci 

Il ritorno di Alex Schwazer in gare ufficiali, ad Alessandria in occasione dei campionati italiani sulla mezza maratona di marcia. Il marciatore altoatesino, medaglia d’oro nella 50 chilometri ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, ha preso parte alla gara sulla nuova distanza di 21,097 chilometri. Si è presentato su un circuito cittadino da un chilometro da ripetere 21 volte, due lunghi rettilinei e altrettanti punti di inversione, a -15 gradi di temperatura con tanti accorsi a incitarlo. 

Schwazer ha marciato al livello degli atleti d’élite, al netto del pit stop arrivato dopo i due cartellini gialli dei giudici, quando era in testa insieme a Gianluca Picchiottino e Riccardo Orsoni. Con tre minuti di penalità inflitta, l’altoatesino ha perso terreno dal duo al comando e ha visto andarsene i sogni di vittoria. Poi si è fermato. Si era presentato per vincere, ma non basta essere forti perché bisogna rispettare i canoni tecnici e lui ha un po’ debordato nella marcia non facendo gare di alto livello da 10 anni. Era comunque tra i migliori tre, dietro c’era il vuoto. Stava andando forte per l’età che ha. Un miglioramento incredibile rispetto all’anno scorso. Se avesse accettato il terzo posto, poteva mollare prima e finire terzo. Ma lui è un campione e come i campioni voleva vincere. 

Tra i presenti a bordo strada c’era il coach Sandro Donati, con il cronometro in mano, il suo preparatore ed ex ciclista Domenico Pozzovivo, la sua manager Giulia Mancini e il direttore tecnico azzurro Antonio La Torre. Schwazer, oggi quarantunenne, aveva rivelato il vero motivo della sua presenza alla competizione, cioè il ricordo del suo miglior amico morto improvvisamente dieci giorni prima. Si era riferito a Hubert Rabensteiner, il noto “calzolaio dei campioni”, scomparso a 56 anni. Nel suo laboratorio di Varna, vicino a Bressanone, Rabensteiner aveva lavorato per numerosi fuoriclasse dello sport, tra cui Lindsey Vonn, Bode Miller e lo stesso Schwazer. 

L’ultima apparizione agonistica di Alex risaliva allo scorso anno, quando a Bolzano fermò il crono su 11’43”03, nuovo primato italiano master M40. Il 10 maggio prese parte ai campionati assoluti di società a Biagio di Callalta, in provincia di Treviso, nei 10.000 metri di marcia. In quella occasione l’altoatesino, tesserato dal 2024 per l’Atletica San Biagio, si impose nella gara della fase regionale del Veneto. Tuttavia, in segno di protesta per una penalità di un minuto inflittagli dai giudici, decise di non ritirare il premio. Il 2024 ha segnato anche la fine della seconda squalifica per doping che l’aveva colpito. La sospensione era stata comminata dopo la positività al testosterone riscontrata nel 2016, al momento del suo ritorno alle competizioni, episodio arrivato anni dopo la prima squalifica confessata poco prima dell’Olimpiade di Londra 2012.

Il marciatore ha sempre contestato la seconda positività, che gli ha precluso la partecipazione ai Giochi di Rio e di Parigi. Da quella vicenda è nata una lunga battaglia giudiziaria conclusasi con l’archiviazione dell’atleta sotto il profilo penale con la formula «per non aver commesso il fatto».

Diversa, però, la posizione della giustizia sportiva, che non ha mai modificato la propria decisione. Dopo lo stop di otto anni, Schwazer era tornato a marciare il 19 luglio 2024 ad Arco di Trento per un’ultima gara sui 20 chilometri, senza però riuscire a concluderla a causa di un problema di sciatalgia. Ora, a distanza di tempo, e a 41 anni compiuti lo scorso dicembre, l’olimpionico altoatesino è tornato ancora una volta sulla linea di partenza degli Assoluti.