GUBBIO In ventiquattro giorni gli è cambiata la vita. Tommaso Ghirardello ha conquistato il Liberati con un gol capolavoro, dopo un’azione che ha esaltato il Gubbio, capace per la prima volta di vincere due derby in trasferta e senza perdere gli altri due in casa. Il ventenne attaccante veneto, sotto contratto fino al 2027, si è sbloccato il 12 febbraio scorso al Barbetti con un gol pesante al 93’. Si è ripetuto a Guidonia Montecelio all’82’ confermandosi decisivo, come contro la Ternana domenica sera. Un-due-tre in 24 presenze, per 870 minuti giocati, che l’hanno messo sotto i riflettori.
Ghirardello, è consapevole di aver fatto un gol storico a Terni?
«Sì, lo so e ne sono molto orgoglioso. Sapevo di questo derby importante e di quanto ci tenesse la città, così ho capito il peso di quella rete, pur se bisognava aspettare la fine della partita».
Quante volte l’ha rivisto?
«Un bel po’. Mi è piaciuto, l’azione è partita da Krapikas e si è sviluppata palla a terra con cambi di gioco. Tutto in velocità, mi ha fatto piacere finalizzare e il merito è di tutta la squadra».
Ha una dedica speciale?
«Alla mia famiglia. Mi sono vicini anche quando le cose non vanno come vorrei. Mi seguono, vengono sempre al Barbetti e qualche volta in trasferta».
Il complimento più bello?
«Ho ricevuto tanti messaggi e belle parole da parte di amici e familiari. Tutte sensazioni bellissime, non una in particolare».
Il presidente Sauro Notari è piombato negli spogliatoi, cosa che fa una volta al mille: vi aspettate un bel premio derby?
«È partito il coro, ma la decisione è solo sua. Era contento, io lo ringrazio per avermi voluto qui. Ringrazio il direttore Leo e Di Carlo per l’opportunità. Mi stanno facendo crescere, il salto tra i giovani e grandi non è facile. C’è voluto tempo. Il direttore Leo ha portato tanti giovani forti per un bel mix che sta dando i risultati».
Cos’è successo da tre settimane a questa parte?
«Non lo so, sicuramente è frutto di tanto lavoro fin dall’estate per dare il meglio, a farmi trovare pronto. Non ho mai mollato. Il girone di andata è stato così così, poi ho insistito e ora raccolgo i frutti».
Perché ci ha messo così tanto a sbloccarsi?
«Ci ho pensato, diventa tutto più complicato quando non trovano la continuità e il gol. Passare dalla Primavera ai grandi non è semplice, c’è chi impatta meglio. Ho capito strada facendo come funziona il campionato, mi hanno aspettato e ci sono riuscito».
Si è visto tutto delle sue qualità?
«Devo ancora lavorare tanto, posso dare di più alla squadra. Non c’è un gesto tecnico specifico, ma ripenso a qualche occasione sprecata davanti la porta dove potevo fare meglio».
In questo momento si sente più gasato o responsabilizzato?
«Un po’ tutte e due le cose. Ma continuo a lavorare come sto facendo, giorno dopo giorno. Aiuto la squadra a salire il più in alto possibile, come stiamo facendo».
Un messaggio per Di Carlo?
«Gli dico grazie per avermi aiutato a crescere e aspettato tutto questo tempo. Mi ha dato la possibilità di trovare fiducia in me stesso e le possibilità. Spero di ripagarlo sempre meglio».
Prenota un gol anche domenica prossima contro l’Ascoli?
«Minimo uno… (ride, ndc). Ci proverò, non voglio fermarmi».
Ha un obiettivo particolare adesso?
«Aiutare il gruppo ed esprimerci tutti insieme al massimo. Penso a migliorarmi sul piano personale e ad arrivare il più in alto possibile quanto prima. Sogno la Serie A, come del resto tutti i giovani che si mettono in gioco con impegno e voglia di fare».
Massimo Boccucci