IL CASO
GUBBIO Quasi un’ora e mezza di faccia a faccia ieri mattina nell’ufficio del sindaco Vittorio Fiorucci per l’ultimo lungo confronto, fino a consegnargli la lettera di dimissioni di cui in verità si parlava già da tempo e ancor più negli ultimi giorni. Lucia Rughi ha lasciato l’incarico di assessore ai Servizi sociali, Istruzioni e Pari opportunità. Non si sentiva più nelle condizioni di fare squadra, si ritrovava a disagi al di là dei rapporti cordiali che ha intrattenuto sino alla fine. Si è percepito che non volesse più andare avanti e le voci si erano diffuse nei giorni scorsi quando era trapelato che al sindaco Fiorucci aveva preannunciato le dimissioni per l’ennesima volta, e con lei l’avevano fatto anche Carlotta Colaiacovo allo Sport e Paola Salciarini al Turismo e Cultura, pur se in questi due casi si era parlato di minaccia o monito per le troppe controversie emerse a ogni riunione di giunta tra grida e pugni sbattuti sul tavolo. Rughi, 57 anni, dipendente della cooperativa Asad e che tornerà al suo posto di lavoro al centro saluto nell’ex ospedale di piazza Quaranta Martiri, apre la prima crisi formale nella Giunta Fiorucci, dopo la crepa politica per la fuoriuscita di quattro consiglieri comunali da Gubbio Civica per costituire Progetto Città, sempre nella maggioranza. Proprio a loro si guarda per la successione di Rughi: potrebbe essere coinvolto il nuovo gruppo consiliare tra Nancy Latini, Viviana Ceccarini, Sandro Manca e Mauro Biccari, o potrebbero suggerire loro un profilo. La vicenda scuote la coalizione di centrodestra che aprirà una verifica. Lucia Rughi era stata inserita nel gruppo dei sette assessori come tecnico esterno fin dal varo dell’esecutivo a metà luglio 2024, convinta da Robert Satiri di Gubbio Civica che ne conosceva le competenze professionali nel settore, sebbene il sindaco avesse pensato inizialmente al neuropsicologo Filippo Bianchini che però aveva rifiutato. Lascia dopo alcune operazioni importanti, anche a livello di edilizia residenziale.
Massimo Boccucci