www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 6 marzo 2026

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di Massimo Boccucci

La Fiamma Olimpica nuovamente accesa, da Verona, ricordando quell’ultima notte magica delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, a Verona per aprire una Paralimpiade da record. Le competizioni sono iniziate, ma stasera alle 20 la cerimonia di apertura all’Arena, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà il primo atto ufficiale di un’edizione dei Giochi mai così grande e partecipata. Sono 655 gli atleti provenienti da 56 Paesi, pronti a sfidarsi fino al 15 marzo per 79 medaglie in palio, di cui 39 al maschile, 35 al femminile e 5 miste, da assegnare seguendo il modello diffuso che prevede gare tra Milano, Tesero e Cortina d’Ampezzo.

Lo sport proverà a dettare la sua legge nonostante le tensioni tra le guerre vecchie e nuove, con la scia delle polemiche per la conferma della presenza ai Giochi di 6 atleti russi e 4 bielorussi non in veste neutrale ma con inno e bandiera, e la conseguente decisione dell’Ucraina di boicottare la cerimonia. Una scelta imitata poi da 11 Paesi, l’ultimo a schierarsi è stato la Germania in segno di solidarietà, che ha però generato molto imbarazzo, anche se si continua a trascinare nello sport ciò che lo sport da sempre rifiuta: le divisioni.

Il Comitato Paralimpico Internazionale ha fatto sapere che a Verona non sfileranno alfieri e le bandiere saranno portate da volontari, per le difficoltà di molte delegazioni a essere presenti a Verona considerata la distanza con Cortina, sede delle gare in programma domattina presto. L’Italia, per esempio, ha già anticipato da giorni che Chiara Mazzel e René De Silvestro non guideranno gli azzurri, comunque presenti, perché entrambi impegnati domani con le gare di sci alpino.

L’Italia punta a superare le 7 medaglie conquistate a Pechino 2022 e si presenta con la delegazione più corposa di sempre, composta da 45 atleti, dei quali 12 esordienti, 5 donne, 37 uomini e 3 guide, impegnati su tutte e 6 le discipline del programma paralimpico: sci alpino, snowboard, hockey, curling, sci nordico e biathlon.

Il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, ha fatto visita agli azzurri nel Villaggio di Predazzo, esprimendo nel rivolgersi agli atleti «massima serenità e concentrazione, nonostante preoccupazioni e insicurezza per la situazione internazionale. Il vostro pensiero – ha detto – deve restare focalizzato sui Giochi in casa, un’occasione irripetibile per far parlare dell’intero movimento paralimpico. Siamo alle Paralimpiadi, facciamo sport, parliamo di sport».

A questi Giochi si lega “Niente di speciale”, in onda stasera su Rai Due in seconda serata, il documentario su Nicole Orlando, campionessa mondiale paralimpica con sindrome di Down e simbolo di determinazione, talento e inclusione. Prodotto da Unicorn in collaborazione con Rai Documentari, e realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, scritto dal regista Alessio Di Cosimo con Alessio Coccia, racconta la storia della trantaduenne di Biella che ha saputo trasformare ogni limite in possibilità, diventando un punto di riferimento nello sport e nella società civile. Velocista nei 100 e 200 metri, atleta di salto in lungo e nel triathlon, Nicole ha conquistato numerosi titoli mondiali ed europei, fino a detenere record internazionali. Nel 2015 è stata citata dal presidente della Repubblica, Mattarella, nel discorso di fine anno come esempio virtuoso per il Paese.