di Stefano Ferrari
e Massimo Boccucci
Qual è il vero volto del Modena? Quello irriverente, tosto, determinato, quello capace in tre gare consecutive di piegare la capolista Venezia al “Penzo” e di confermarsi poi subito dopo contro Carrarese e Juve Stabia? Oppure il vero volto è quello delle successive ed ultime due gare giocate, e perse, contro le non irresistibili Padova ed Entella? L’altalena va avanti da un po’ e non accenna a fermarsi. Forse la partita ideale per comprenderlo è proprio il derby di domani contro il Cesena. Rivalità accesa, tradizione lunga e ricca di storie, avversario ostico ma anche squadra oggettivamente in crisi, fra quelle con il ruolino peggiore nel 2026, da affrontare al “Braglia” dove c’è anche da lavare il ricordo della pessima prova di una settimana fa contro il Padova. Mister Sottil sostituisce i giocatori stanchi ed appannati con altri dello stesso ruolo, solo raramente ha deciso di cambiare lo spartito e quando lo ha fatto è successo in corso d’opera, e se con una o due punte è l’ultimo dei problemi. Così il Modena capolista a novembre, fuori dai playoff a gennaio ed oggi ancorato fra il quinto e sesto posto, domani nel derby contro i bianconeri romagnoli andrà a caccia di quegli stimoli che vadano ben oltre l’altalena di una fetta di stagione storicamente interlocutoria.
QUI CESENA. Per riannodare i fili del campionato bianconero serve una prova da derby, domani sera a Modena, dopo la fiducia rinnovata dalla società a Michele Mignani che stavolta non avrà alternative a un risultato positivo che vada oltre il punto ottenuto nelle ultime 5 partite con 14 gol presi e l’unico successo in casa col Pescara in 8 gare. Il tecnico del Cesena, contestato con la squadra dopo la sconfitta al “Manuzzi” nel turno infrasettimanale col Monza, sa di essere a un bivio, perché l’involuzione nei risultati è evidente, al di là del fatto comunque non secondario che gli episodi spesso gli sono girati veramente male. Il club ha fatto quadrato e i venti della crisi, che pure soffiano, non hanno fatto perdere di vista la realtà di una classifica ancora più che accettabile e che non spinge a salti nel buio. La proprietà, il direttore sportivo Filippo Fusco e Corrado Di Taranto hanno ragionato anche di un’eventuale successione, ma non sarebbero emersi profili ritenuti strategici per l’eventuale dopo-Mignani. Un avvicendamento anche in ottica prossima stagione non vuole essere dettato da frenesie e legami da proiettare fin d’ora a quello che verrà. Ecco perché si cerca tutti uniti di uscire dall’impasse. Contro il Monza è arrivata l’8° ko in 11 giornate per 7 punti presi. Mignani le sta provando tutte, tra i rimpianti per le occasioni costruite non finalizzate e la fragilità difensiva che prende il sopravvento.