di Massimo Boccucci
Il pericolo pubblico neroverde è Armand Laurienté. La Lazio lo sa e Maurizio Sarri lunedì sera all’Olimpico qualcosa dovrà inventarsi per frenare il Sassuolo con l’estro e l’irrefrenabilità del 27enne attaccante francese che con Fabio Grosso ha rotto gli argini, tanto da sfoderare due assist nell’ultima vittoria contro l’Atalanta, dopo altrettanti col Verona sempre al Mapei Stadium-Città del Tricolore, preceduti da un gol nella partita precedente a Udine. Oggi Laurienté si carica nel percorso che l’ha portato a segnare 4 reti, con 7 assist, in 27 presenze. Sta rispondendo sul campo a un avvio di stagione complicato dagli intrecci di mercato perché stava per andarsene al Sunderland in Premier League ed è poi rientrato alla base. Lo sanno tutti ormai che quando si accende diventa imprendibile e si è visto contro l’Atalanta dove, quando è stato espulso Pinamonti al 16’, è stato spostato dalla fascia sinistra andando a fare il falso nueve per rivelarsi devastante nelle accelerazioni con il 90% di precisione nei passaggi, 34 tocchi palla, 4 recuperi e 5 duelli.
SVOLTA. Laurienté ha dovuto lottare contro Djimsiti, più fisico di lui, e l’ha fatto soffrire in velocità e nello stretto. La svolta in questa stagione se l’è costruita con le qualità e la vena, dopo aver dominato la stagione scorsa in B, dove ha segnato 18 gol con 6 assist in 33 presenze, nell’essere determinante per il ritorno in Serie A degli emiliani. Nessuno gli ha gettato la croce addosso nelle incertezze estive sul destino, così ha potuto voltare pagina perché un ambiente del genere aiuta pure in questo. Il crescendo nelle prestazioni è la testimonianza che Armand vuole prendersi la scena per costruirsi il futuro. Dove non si sa.
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