www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 1 marzo 2026

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di Massimo Boccucci

Roma-Juve è una classica con tutto il suo fascino che viene dal passato, come quando da una parte c’era Dino Viola e dall’altra Giampiero Boniperti, due presidenti di cui il calcio italiano di oggi non ha neanche mezza unghia. Incrocio di sogni e rivalità stasera all’Olimpico. I giallorossi sono avanti di 4 punti, in zona Champions League, e questo costringe i bianconeri a osare e a non potersi permettere un altro passo falso dopo gli ultimi.

La Juventus è la squadra che ha battuto più volte la Roma in Serie A con 87 successi complessivi in 183 confronti, tra le 42 vittorie giallorosse e 54 pareggi. I bianconeri hanno segnato 280 gol nel torneo contro i capitolini: solo l’Inter ne conta di più con 300.

Dopo il silenzio all’uscita dalla Champions, Luciano Spalletti non ha parlato neanche in questa vigilia, con una scelta condivisa con il club e che rientra in un cambio di strategia di comunicazione, tagliato su misura addosso all’allenatore ma che non ha cambiato granché il trend. Il tecnico, grande ex stasera, ha concordato una riduzione dell’attività mediatica ritenendo che fin qui abbia parlato anche troppo. Di sicuro sono più le parole che i risultati.

Alla vigilia di Inter-Juve per la conferenza stampa, che non è obbligatoria ma non è mai stata messa in discussione dalla società bianconera, ai microfoni si è presentato Locatelli. Esattamente come prima della Roma a parlare è toccato a Kalulu, un altro leader del gruppo. Nella rotazione sono stati lanciati pure Chiellini, che ha parlato al termine di Juve-Galatasaray, dopo averlo fatto insieme a Comolli dopo il rovente derby d’Italia a Milano.

Ci sta mettendo la faccia Damien Comolli, per le polemiche dopo Inter e Galatasaray, ma anche per il futuro di Spalletti, tra i passi indietro ogni volta che si parla di rinnovo del contratto. La Juve ci sta capendo poco in questa stagione, ricordando il tentativo per Conte, la telefonata a Gasperini per sentirsi dire «no grazie» visto che aveva già l’accordo con la Roma di cui sapevano tutti, la conferma non convinta di Tudor e l’avvicendamento con Spalletti tra il saliscendi di risultati e di classifica. Per questo la Roma potrebbe decidere molto con la netta sensazione che Spalletti abbia un solo risultato per mettersi a ragionare del domani, di cui soprattutto a Torino non v’è certezza.