di Massimo Boccucci
L’aria olimpica pervade ancora tutto il Paese dopo i trionfali Giochi invernali di Milano-Cortina. Ora c’è chi pensa a un’Olimpiade estiva a Roma. Se ne parla con una certa concretezza. «Dopo le Paralimpiadi servirà una riflessione», ha detto il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. Una volta i Giochi venivano assegnati con 7 anni di anticipo, prassi mantenuta con costanza fino al 2017, quando l’allora presidente del Cio, Thomas Bach, fece la doppietta, dando contemporaneamente a Parigi l’Olimpiade del 2024 e a Los Angeles quella del 2028.
La situazione al momento è di stallo. La nuova presidenza del Cio, in mano a Kirsty Coventry, lo scorso giugno ha annunciato che il processo di selezione della città ospitante dei Giochi 2036 sarà sottoposto a revisione attraverso un gruppo di lavoro dedicato che dovrà proporre miglioramenti, a partire dal timing dell’assegnazione.
Le novità verranno ufficializzate il 24-25 giugno di quest’anno, in una sessione straordinaria del Cio, in cui con ogni probabilità Coventry annuncerà il suo programma anche da questo punto di vista, aspettando le candidature per le Olimpiadi del 2036 e 2040.
Coventry ha davanti ancora 7 anni di mandato, ma è molto probabile che, visto che ne ha appena 42, si ricandidi per restare alla guida dello sport mondiale per altri quattro. In pratica fino al 2037. Sotto la sua gestione saranno decise almeno 2 città ospitanti i Giochi.
Tra i Paesi europei, quello che ha più possibilità di avere l’Olimpiade estiva in questo momento è l’Italia, primo perché quella di Milano-Cortina è andata benissimo, secondo perché gli altri grandi Paesi del vecchio continente l’hanno ospitata dopo l’unica a Roma nel 1960.
L’Europa ha perso, però, la sua centralità, come dimostra anche il comitato esecutivo del Cio che ha la metà dei componenti e solo 2 su 5 tra presidente e vicepresidenti. Per il 2036 è possibile che ci si allontani da qui. Doha già si è fatta avanti ed è quotatissima, considerando pure che negli ultimi anni in Qatar sono stati fatti i campionati del mondo di tutte le discipline, ma piace anche l’ipotesi Ahmedabad, in India, se avesse la necessaria forza economica, senza dimenticare gli Emirati Arabi in continua evoluzione.
Per presentare un’ottima candidatura bastano un paio d’anni, il tempo c’è. Se nel 2036 si va fuori dall’Europa, nel 2040 Roma avrebbe ancora più speranze. Un altro pericolo, però, per una candidatura italiana viene dal fatto che dal 31 ottobre al 13 novembre di quest’anno l’Africa ospiterà i Giochi olimpici dei Giovani. Si faranno a Dakar, in Senegal. Se non andranno male è possibile che prenda corpo una candidatura africana, continente che non ha ancora mai accolto un’Olimpiade. Per Coventry, nata ad Harare, nello Zimbabwe, portare i Giochi potrebbe essere un regalo alla sua terra.