www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 23 febbraio 2026

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di Massimo Boccucci

L’edizione azzurra più ricca della storia alle Olimpiadi invernali. Milano-Cortina 2026 lascia in eredità 30 medaglie, di cui 10 d’oro, 6 d’argento e 14 di bronzo, con il 4° posto nel medagliere dietro Norvegia, Stati Uniti e Paesi Bassi grazie a un argento in più.

Il totale dei medagliati è stato 65, con 19 tutti d’oro contando le staffette. Premi, per la prima volta esentasse, quasi triplicati rispetto a Pechino 2022 e per una somma globale di 6.570.000 euro. Milano-Cortina costa quasi come un’Olimpiade estiva.

Italia a podio in 10 discipline su 16. La squadra più forte di sempre. In numeri, prestazioni, miracoli e organizzazione, aspettando di sapere quanto alla fine saranno costati questi Giochi. Il segretario generale del Coni, Carlo Mornati, ha spiegato che dietro i trionfi c’è stato «il lavoro di 8 anni di 2 Federazioni e del Comitato Olimpico, insieme a quello degli atleti».

Mornati ha lanciato anche un monito: l’Italia è il 2° Paese più vecchio al mondo, dopo il Giappone, e rispetto a 30 anni fa ha 4 milioni e mezzo di giovani in meno nella fascia d’età da 18 a 30 anni, esortando a inserire lo sport nei piani didattici per non vedere ridotti i risultati.

Nella domenica finale dei Giochi la svedese Ebba Andersson ha dominato la 50 chilometri femminile di fondo; la cinese Eileen Gu ha difeso il titolo del freestyle halfpipe: la Germania ha fatto suo l’oro nel bob a 4 con l’Italia di Baumgartner, Bilotti, Fantazzini e Mircea al 5° posto; nel curling femminile la Svezia ha battuto la Svizzera e l’ultima medaglia d’oro se la sono presa gli americani dell’hockey, che hanno superato il Canada all’overtime per 2-1 ritrovando un successo che mancava da 46 anni.

Ha fatto rumore l’esclusione della squadra israeliana di bob decisa dal Comitato Olimpico di Tel Aviv, dopo che uno dei suoi atleti ha mentito ai funzionari olimpici per permettere a un compagno di squadra di gareggiare al suo posto, restando l’eco per un fuorionda su Rai Due dove in apertura della diretta, prima che il telecronista introducesse la gara, si è sentita una voce dire «evitiamo l’equipaggio numero 21, che è quello dell’israeliano», seguito da un «no perché» sfumato prima dell’inizio della telecronaca.

L’Arena di Verona si è vestita a festa con la sontuosa cerimonia di chiusura che ha celebrato la tradizione lirica e la modernità, con abiti e coreografie spettacolari, in uno scenario da mille e una notte, per dare al mondo l’immagine dell’Italia migliore, ricca di storia e patrimonio.

Un pensiero alla serata di gala al Forum di Assago, con tutti i protagonisti delle competizioni olimpiche che sono scesi sul ghiaccio a dare spettacolo un’ultima volta, fuori dalle competizioni. Ad aprire la serata è stata Carolina Kostner, ex campionessa mondiale e bronzo olimpico a Sochi 2014. Ha infiammato il pubblico il ventunenne americano Ilia Malinin, il fenomeno del pattinaggio, l’unico capace di effettuare il quadruplo axel che, da grande favorito di Milano-Cortina, ha completamente sbagliato gara piazzandosi solo all’8° posto. Standing ovation del pubblico e lui non ha trattenuto le lacrime. Si può perdere il podio, ma non la classe e le qualità. Ilia si rifarà. Anche di un fuoriclasse umano che sbaglia hanno bisogno le Olimpiadi.