www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 21 febbraio 2026

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di Massimo Boccucci

Le medaglie azzurre sono 27, grazie al bronzo di ieri nella staffetta maschile dello short track. Un sogno c’è. È il 10° oro che può portare il 3° posto per nazioni che mai l’Italia ha raggiunto alle Olimpiadi invernali. Perché questo succeda ci affidiamo una volta di più alle nostre regine. Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi sono le carte migliori in questo sabato che precede la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona, dove Lisa sarà portabandiera con Davide Ghiotto. Entrambe hanno già vinto – due ori per Lollobrigida – e sono temute da ogni rivale.

La romana, primo oro azzurro al femminile nella pista lunga, è iscritta tra le favorite nella mass start con l’olandese Groenewoud e le canadesi Blondin e Maltais, non solo per i trionfi sul ghiaccio di Rho conseguiti nei 3.000 e nei 5.000, ma anche per quel bronzo mondiale di marzo, dopo quello olimpico di Pechino, che l’hanno lanciata verso Milano-Cortina.

Vittozzi, primo oro assoluto per il biathlon italiano, ha ancora voglia di arrivare dopo averlo fatto sul traguardo dell’inseguimento ad Anterselva. Anche per lei ci sarà la mass start, pure lei sarà tra quelle da battere, con le francesi Jeanmonnot e Simon. In gara ci sarà anche Dorothea Wierer, alla ricerca della quinta medaglia olimpica.

Restando al pattinaggio velocità, la mass start, le soddisfazioni può regalarle pure il campo maschile con Daniele Di Stefano e soprattutto Andrea Giovannini, ovvero la coppia che ad Hamar in Norvegia ha portato l’oro mondiale all’Italia l’anno scorso. Nello skicross c’è Simone Deromedis, il primo azzurro a fregiarsi di un titolo mondiale nel freestyle e che dopo il 5° posto di Pechino oggi proverà a prendersi il podio a Livigno. Poi ci sono le sorprese possibili: Michele Boscacci e Alba De Silvestro compongono il duo azzurro della staffetta mista di sci alpinismo. Infine, Federico Pellegrino, la stella del nostro fondo, chiuderà con la 50 chilometri a tecnica classica di Tesero.

Per chiudere, un pensiero a Tommaso Giacomel. «La salute viene prima delle gare», ha detto a sé stesso e al mondo intero fermandosi dopo aver accusato un dolore al costato quando era in testa alla mass start 15 chilometri, all’inizio del terzo giro. A un certo punto lo cercano tutti, anche lo speaker, poi quando si rivede è da solo, lento e arrancante. L’ha soccorso il medico della squadra, il peggio è passato subito. Giacomel è stato accompagnato alla clinica mobile allestita appositamente nella località di gara, dove i medici l’hanno sottoposto a un’ecografia e a un elettrocardiogramma, che hanno escluso complicazioni. Nei prossimi giorni effettuerà ulteriori accertamenti. Volterà pagina e ripartirà.