Corriere dello Sport-Stadio 21 febbraio 2026

di Massimo Boccucci

Come se non ci fosse un domani, perché mai come stavolta Cesena e Spezia sanno che un segnale forte va mandato. Michele Mignani vuole ritrovare lo smalto migliore, Roberto Donadoni potrebbe giocarsi la panchina visto che la piazza fa pressioni per il ritorno di Luca D’Angelo. «Come si battono i liguri? Ci si prova – dice Mignani – facendo una grande partita e una grossa prestazione, così come del resto proviamo a fare sempre e in settimana quando ci prepariamo. Poi, ovviamente, c’è sempre un avversario davanti che farà le stesse cose per vincere». Gestire 2 sconfitte di fila e 4 negli ultimi 5 turni non è semplice: «In settimana non toccato tasti particolari, ho solo cercato di lavorare sull’autostima di una squadra che ha perso una partita con un risultato, forse, più ampio rispetto a quello che si è visto in campo e che è normale possa essere dispiaciuta. Alleno tutti ragazzi che, ogni volta che hanno inciampato, sono riusciti a rialzare la testa e si sono rimboccati le maniche, continuando a lavorare con e intensità».

COSA SERVE. Mignani evidenzia che «le partite singole in un campionato come il nostro sono sempre imprevedibili, poiché purtroppo un episodio in un determinato momento della partita può cambiarne la dinamica: ti fermano, interviene il Var e anche per un fallo di mano impercettibile o un contrasto, puoi rimanere in 10 o subire un calcio di rigore». Cosa si aspetta: «Lo Spezia è una buona squadra a livello individuale e collettivo, con un allenatore che ha fatto una carriera di un certo livello. Per noi sarà difficile, al di là del momento delle 2 squadre».

RIFLESSIONI. Lo Spezia cerca la reazione, per questo il presidente Charlie Stillitano, arrivato in Italia per essere al fianco della squadra, ha fatto sapere che «abbiamo ascoltato, analizzato e riflettuto. La sconfitta col Frosinone ha fatto emergere la delusione di una città che vive per questi colori. Quando i risultati non arrivano, è giusto assumersi le responsabilità. La classifica, a 13 giornate dalla fine, non è quella che avremmo voluto. Non cerchiamo alibi, siamo consapevoli che il cambio di guida tecnica non ha prodotto la svolta che tutti auspicavamo». La società fa quadrato: «Le difficoltà si affrontano con lucidità, pretendiamo di più da tutti, allenatore, giocatori e da noi stessi. Servono compattezza, orgoglio e senso di appartenenza. Alla nostra gente chiedo unità». 

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