di Massimo Boccucci
Due indizi possono fare una prova: Jannik Sinner ha perso due tornei su due in questo inizio di stagione e ciò vuol dire che qualcosa non va. Passi cedere all’intramontabile Novak Djokovic a Melbourne, ora però è diventato un muro anche Jakub Mensik che l’ha stoppato per 7-6, 2-6 e 6-3 ai quarti di finale del torneo di Doha.
Il numero 2 al mondo da qui fino agli Internazionali di Roma non ha punti da difendere e ora, tra Indian Wells e Miami, dovrà fare in modo di avvicinarsi ad Alcaraz.
Ha avuto le sembianze dell’occasione perduta, questa partita, sebbene dall’altra parte della rete abbia trovato di fronte Mensik che, insieme a Joao Fonseca che deve maturare, è tra i candidati a inserirsi nella battaglia tra l’azzurro e Alcaraz.
Il ventenne di Prostejov, lo stesso paese della due volte campionessa di Wimbledon Petra Kvitova, è cresciuto molto negli ultimi mesi. Ha sfoderato prime palle sempre intorno ai 210 chilometri orari, intensità altissima da fondo sia con il dritto che col rovescio, fisico imponente. Questa miscela ha mandato in grande difficoltà l’altoatesino, alla prima sfida contro di lui.
Sinner, che sta continuando a lavorare sulle piccole cose, come dice lui stesso, a un certo punto ha anche fatto un segno con la racchetta sulle gambe, come a dire che gli mancasse qualcosa. Potenza o resistenza non si sa, ma è certo che più di una volta Jannik ha cercato di uscire dagli scambi ad alto ritmo con la palla corta, che in un paio di occasioni, sia nel tie break che nel primo game del secondo set, l’ha messo nei guai.
Sotto di un set, Sinner ha alzato il livello, strappando due volte il servizio a Mensik per andare al terzo set, salvo poi però partire malissimo, col break che Jannik non è riuscito più a recuperare, trovando il ceco capace di raddoppiare sul finale.
Un match di altissima qualità quello di Mensik che oggi giocherà la semifinale contro un altro giovane, Arthur Fils, mentre Carlos Alcaraz se la vedrà con Andrej Rublev.