www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 19 febbraio 2026

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di Massimo Boccucci

Questione di podio. Il feeling c’è, innegabilmente: adesso le medaglie sono 26. Ieri sono arrivate la 5ª d’argento e la 12ª di bronzo, che con le 9 d’oro confermano l’Italia al 2° posto dietro la Norvegia e consegnano ad Arianna Fontana il primato azzurro di 14 podi olimpici, come a nessuno è mai riuscito prima, avendo scavalcato lo schermidore Edoardo Mangiarotti che in carriera ne ha conquistati 13.

Ancora una festa azzurra con la staffetta 3.000 metri donne, d’argento dietro alla Corea del Sud e davanti al Canada, sotto gli occhi del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, presente al Forum di Assago per le gare di short track accanto al presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò. Con la leader Arianna Fontana sono state straordinarie Elisa Confortola, Chiara Betti e Arianna Sighel.

Sorrisi di bronzo per la coppia formata da Elia Barp e Federico Pellegrino che ha ottenuto il 3° posto nella gara sprint a squadre a tecnica libera. Ha vinto come previsto la Norvegia, esaltando di nuovo il collezionista di ori Johannes Klaebo: 5 su 5 finora, aspettando la 50 chilometri di sabato che potrebbe farlo diventare il mito. Nessuno ha mai conquistato 6 ori su 6 in una stessa edizione dei Giochi. Lui è arrivato complessivamente a 10 ori olimpici, record dello sci nordico.

L’argento è andato agli Stati Uniti, che hanno rovinato il piano del direttore tecnico azzurro Markus Cramer, poiché il secondo posto era attaccabile, considerando il crono e i risultati degli ultimi tempi. Esultanza strameritata per Barp e Pellegrino al traguardo. La Francia, complice un bastoncino rotto di Desloges in terza frazione, è rimasta fuori dal podio.

Il bilancio di Lago di Tesero, con due medaglie, può essere considerato soddisfacente. Federico Pellegrino, a meno di miracoli nella 50 chilometri che resta in dubbio a causa dei problemi a un braccio, chiuderà la sua carriera olimpica con 2 argenti individuali e 2 bronzi a squadre, mentre l’erede Barp partirà proprio da questa buona esperienza a Milano Cortina. 

C’è una carta da medaglia che l’Italia si gioca oggi, tra i 7 titoli in palio in questa giornata. Ed è una buona carta. Nei 1.500 metri la francese Emily Harrop sembra imbattibile (poi le sorprese si stanno vedendo di continuo), ma ha molte possibilità anche Giulia Morada nello sprint femminile. Osservato speciale Daniele Di Stefano nei 1.500 metri: se sarà quello visto nei 1.000, allora potrebbe venir fuori qualcosa di speciale. Del resto, queste Olimpiadi sono speciali tutti i giorni.