Corriere dello Sport-Stadio 19 febbraio 2026

di Massimo Boccucci

La carta nuova che Fabio Grosso sa di poter giocare è M’Bala Nzola. Per fargli respirare l’aria neroverde l’ha fatto esordire per 19’ con l’Inter e poi 18’ a Udine, dove ha preso un palo. Il ventinovenne attaccante angolano cerca il salto di qualità nell’esperienza in Italia, dopo essersi lasciato alle spalle la Francia e il Portogallo, per gli approcci tra un provino a Perugia, il Francavilla Fontana e la Serie C. In Emilia la sua grande opportunità, con l’approdo l’ultimo giorno di mercato in prestito dalla Fiorentina, con diritto di acquisto concordato da Carnevali e Palmieri.

SENSAZIONI. Eccolo aprirsi su Sassuolo Channel: «Mi ha chiamato il procuratore – racconta al canale del club – mi ha detto che stava parlando e gli ho chiesto di andare avanti. Intanto mi scrivevo con Laurienté, ci sentivamo ogni tanto e mi ha parlato un po’ di questa realtà, mentre guardavo le partite per conoscere la squadra. Gradisco le squadre che giocano così, quindi mi è presa la voglia di venire». L’ambiente l’ha conquistato subito: «C’è tranquillità e il mister è una persona tranquilla. Anche i compagni mi hanno fatto capire che non devo avvertire pressioni: fai ciò che sai fare e ci divertiamo».

PRONTO A TUTTO. Idee chiare su cosa può dare: «Mi piace attaccare la profondità e muovermi sul fronte offensivo, non restando fermo là davanti, anche se in tanti negli anni mi hanno consigliato di stare lì per pensare solo a far gol. So di essere un attaccante, però a me piace quando la squadra gioca bene e quando ci riesco anche io. Preferisco soprattutto giocare bene». Sfida apertamente il razzismo: «C’è dappertutto e anche nel calcio. L’ho subìto una volta, però fa niente. Non sono uno che piange e mette le cose sui social. Quando m’insultavano, mi sono girato cantando con loro: se piangi fai vedere che ti tocca e loro si divertono, invece reagire così è il modo giusto di far capire che non interessa».

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