Corriere dello Sport-Stadio 17 febbraio 2026

di Massimo Boccucci

Qualcosa è cambiato, anche se la strada della Reggiana è lunga e per ora sempre in salita. La reazione al cambio di panchina c’è stata perché con Lorenzo Rubinacci, subentrato a Davide Dionigi, i granata hanno ripreso un po’ di fiato con quattro punti in due partite tra la vittoria al Mapei Stadium-Città del Tricolore per 1-0 contro il Mantova e l’ultimo 1-1 a Empoli. Per ritrovare due risultati positivi di fila bisogna tornare a novembre, con due pareggi tra Virtus Entella e Carrarese l’8 e il 22 novembre, e ancor più a ottobre con due successi a Cesena e contro il Bari il 4 e il 18 ottobre. «A Empoli avevamo l’occasione per vincere – ha detto Rubinacci – ma guardiamo il lato positivo della continuità. Non è importante quanto fatto al Castellani, ma quello che saremo domani dopo una gara così sudata. Siamo stati sempre dentro la gara in mezzo a tante difficoltà». Rubinacci ha dato fiducia ai giocatori del suo esordio e ha ricevuto segnali sulla tenuta della retroguardia: «La fase difensiva l’abbiamo fatta bene e abbiamo corretto alcuni adattamenti. Sulle palle inattive siamo stati bravi, ma la sofferenza è stata davanti. Magari quello che vuoi fare non sempre riesci a farlo bene, però sappiamo dove vogliamo arrivare».

PROSPETTIVE. Ora la Reggiana è appena fuori dalla zona playout: «Dopo la gara col Mantova ho detto che avevamo preso un’aspirina, a Empoli invece ne abbiamo prese due. È ancora lunga e dobbiamo lavorare per dare continuità, perché questo è un campionato difficilissimo. Fare progressi significa andare avanti e noi lo abbiamo fatto. Ci abbiamo messo la conferma e ora l’importante è non fermarsi». La testa è all’Avellino, atteso domenica nell’ultima delle partite in programma per 26ª giornata. Rubinacci sa che l’aspetta un’altra battaglia vitale e questi 4 punti consentono di avere ossigeno buono per prepararsi meglio.

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