www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 16 febbraio 2026

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di Massimo Boccucci

Le ragazze terribili trascinano l’Italia al record assoluto di medaglie nella storia delle Olimpiadi invernali, con la prospettiva di un’altra lunga settimana di gare tutte da vivere. Oggi, per esempio, saranno diverse le possibilità di medaglia, dalle 10 del mattino, quando comincia la prima manche dello slalom speciale maschile dello sci alpino, alle 21 inoltrate, quando ci sarà l’ultima decisiva manche del monobob femminile.

Il medagliere è musica in un’altra domenica bestiale: 22 podi, di cui 8 d’oro dopo i 2 di ieri, 10 argenti e 10 bronzi nella giornata dove sul podio si sono visti tutti i colori. A Lillehammer nel 1994 furono in tutto 20, con il 4° posto finale nel medagliere, che oggi riserva agli azzurri il 2° posto.

Cortina s’illumina d’immenso con Federica Brignone che scrive un’altra pagina di storia, trionfando nello slalom gigante a tre giorni dall’altro oro in superG, che già aveva del miracolo per l’infortunio e la lunga riabilitazione. Questo bis vale ancora di più, perché è la disciplina in cui il dolore alla gamba sinistra si fa più acuto. Ma dopo la linea perfetta e pulita della prima manche, Fede ha interpretato al meglio anche la seconda, lasciandosi dietro, a pari merito, la campionessa olimpica uscente Hector e la norvegese Stjernesund che le si sono inchinate davanti rendendole omaggio. Resta appena sotto il gradino Lara Della Mea dopo una prestazione da applausi per essere risalita dal 15° posto, mentre Sofia Goggia ha sciupato tutto nella seconda manche finendo dal 3° al 10° posto nel confidare la grande stanchezza.

Federica Brignone conquista 2 ori in una sola edizione ai Giochi, come solo altri 7 italiani: Eugenio Monti, Luciano De Paolis, Manuela Di Centa, Enrico Fabris, Giorgio Di Centa, Alberto Tomba e Francesca Lollobrigida. A guardarla e poi abbracciarla emozionato e felice papà Daniele, il primo che le ha insegnato il culto della curva perfetta, e che ora sa di avere una figlia capace di essere la prima donna a fare doppietta in gigante e superG, com’era riuscito a Tomba, completando in crescendo la collezione di medaglie olimpiche in gigante dopo Pechino 2018 e PyeongChang 2022. Ora nella sua bacheca ci sono 5 medaglie olimpiche, proprio come Tomba. È la quinta medaglia dello sci alpino in questa edizione dei Giochi dopo l’argento di Franzoni e il bronzo di Paris nella discesa maschile, il bronzo di Goggia nella discesa femminile e l’oro di Brignone in superG. Gli azzurri eguagliano il record di podi di Lillehammer.

Un’altra prima volta l’ha regalata il biathlon, mai d’oro alle Olimpiadi. Lisa Vittozzi ha preso il testimone lanciato da Brignone quasi un’ora prima e ha vinto l’inseguimento femminile 10 chilometri, proprio mentre Federica si metteva al collo la sua medaglia tra le note dell’inno degli italiani. Prima l’argento della staffetta mista, adesso la trentunenne è arrivata da sola, incitata da quasi 20mila persone. Seconda la norvegese Kirkeeide a 28”8’, terza la finlandese Minkkinen. Vittozzi partiva in quinta posizione a 41” dopo il risultato della Sprint 7,5 chilometri di sabato.

Infinita, straordinaria, Michela Moioli. Delle 8 medaglie totali vinte ai Giochi dallo snowboard italiano, ecco che la metà è sua e l’ultima, d’argento, è arrivata ieri nel cross a squadre al fianco dell’azzurro Lorenzo Sommariva. Moioli aveva completato la collezione a cinque cerchi vincendo il bronzo nel cross femminile, dopo l’oro del 2018 e l’argento a squadre del 2022. Ma c’era un’altra impresa da compiere, senza pensare neanche più allo spaventoso incidente in allenamento di mercoledì scorso, quando aveva riportato un trauma facciale e ha temuto di non recuperare.

Infine, gli applausi forti per Federico Pellegrino. La staffetta ha portato la prima medaglia nello sci di fondo, con un recupero prodigioso nella quarta frazione del portabandiera azzurro che ha portato il bronzo, arrivando a braccia alzate nello stadio di Lago di Tesero, dopo i frazionisti a tecnica classica Davide Graz ed Elia Barp, che hanno tenuto l’Italia sempre vicina al podio, mentre Martino Carollo ha sofferto di più in terza frazione. Nella specialità il podio mancava da Torino 2006. Per Pellegrino è il 3° podio olimpico nelle ultime 3 edizioni, dopo gli argenti individuali conquistati nel 2018 e 2022. Un’altra grande pagina di storia.